Maturità nella calura: il CNDDU chiede aule fredde e un nuovo calendario scolastico

Con 25 città da bollino rosso oggi 30 giugno 2026 e 130 milioni di europei sopra i 35 gradi, la scuola italiana affronta l’ennesima estate invivibile. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) rompe gli indugi: servono aule climatizzate e, per le regioni del Centro e del Mezzogiorno, l’inizio delle lezioni a ottobre. Il costo per raffrescare tutti i plessi sfiora il miliardo di euro, ma restare fermi significa sacrificare insieme diritto allo studio e diritto alla salute.

La denuncia del CNDDU: esami di Stato in condizioni estreme

Le prove scritte della maturità 2027 sono già fissate per il 16 e 17 giugno, giorni che in molte Regioni coincidono con scrutini e chiusura dell’anno scolastico. Romano Pesavento, presidente del CNDDU, non usa mezzi termini: «La pianificazione del calendario scolastico richiede una più efficace leale collaborazione tra Ministero e Regioni. Così si rischia di comprimere la qualità del servizio e i diritti degli studenti».

La questione però non è solo organizzativa. Da anni il coordinamento segnala che giugno e settembre non sono più mesi di transizione mite, ma periodi di calore strutturale. Migliaia di istituti restano sprovvisti di climatizzazione, ventilazione e isolamento termico adeguati.

Cosa propone il coordinamento: tavolo tecnico e calendario climatico

La richiesta si articola su due piani. Il primo è immediato: aprire un tavolo tecnico con Regioni, Anci, Upi, esperti di edilizia scolastica e comunità scientifica. Il secondo è più radicale: per le regioni del Centro e del Mezzogiorno, posticipare l’inizio delle lezioni ai primi giorni di ottobre, senza ridurre il monte ore complessivo.

Aula scolastica italiana invasa dalla luce solare di un pomeriggio estivo, caldo e maturità tra i banchi di scuola
L'esame di maturità si svolge in aule roventi: il CNDDU chiede aule climatizzate e l'inizio delle lezioni a ottobre.

«Non si tratta di comprimere il diritto all’apprendimento, bensì di garantirne lo svolgimento nel rispetto della salute pubblica», chiarisce Pesavento. Il messaggio al ministro Valditara è esplicito: «Promuova un confronto per elaborare un calendario resiliente ai cambiamenti climatici». Il CNDDU ancora la sua posizione agli articoli 32 e 34 della Costituzione: lo Stato ha il dovere di rimuovere gli ostacoli che limitano l’effettivo esercizio dei diritti fondamentali, e un’aula a 40 gradi è un ostacolo concreto.

Quanto costa climatizzare tutte le scuole italiane

I numeri dicono che per dotare ogni plesso di condizionatori servono circa 20.000 euro a edificio. Considerando gli oltre 40.000 istituti sparsi nella Penisola, il finanziamento pubblico necessario raggiunge quota 1 miliardo di euro. Una cifra che né l’attuale esecutivo né i precedenti hanno mai stanziato in modo strutturale.

Il risultato è quello che si vede in queste settimane: esami di maturità condotti in aule soffocanti, alcuni Comuni che anticipano l’uscita da asili e scuole dell’infanzia, e una gestione dell’emergenza ancora affidata a circolari tampone.

Il nodo non è più rimandabile. In assenza di un piano nazionale per la climatizzazione, il calendario scolastico resta l’unica leva disponibile per tutelare studenti e personale. La coincidenza tra esami finali e picchi di calore non è più un’eccezione: è la nuova normalità climatica con cui la scuola italiana deve fare i conti.

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