Stipendi docenti, i sindacati chiedono fondi in manovra

Il rinnovo firmato ad aprile 2026 non basta a fermare l'erosione degli stipendi. Le sei sigle sindacali della scuola hanno scritto ai ministri Giuseppe Valditara e Anna Maria Bernini per chiedere finanziamenti straordinari nella prossima Legge di Bilancio, con un obiettivo dichiarato: recuperare il potere d'acquisto e colmare il divario retributivo con le altre Pubbliche Amministrazioni e con gli altri Paesi europei. La partita si gioca in poche settimane, prima che la manovra venga chiusa.

La lettera unitaria dei sei sindacati

FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, GILDA Unams e ANIEF hanno inviato una lettera congiunta ai due ministri, presentata il 21 ottobre 2026. L'appello: destinare al comparto Istruzione e Ricerca "finanziamenti straordinari dedicati al comparto contrattuale", per colmare il "divario retributivo esistente, a parità di titolo di studio, con i lavoratori delle altre AA.PP. e di altri Paesi europei". I sindacati chiedono anche una "convocazione urgente di uno specifico incontro" per definire obiettivi e risorse, così da garantire "la piena valorizzazione del personale e l'effettivo recupero del potere d'acquisto dei salari".

Aula scolastica italiana luminosa con banchi di legno e luce naturale, simbolo degli stipendi docenti e del rinnovo contrattuale
I sindacati chiedono risorse nella Legge di Bilancio per recuperare il potere d'acquisto dei docenti.

Perché il CCNL 2025-2027 non basta

L'ipotesi di CCNL 2025-2027 per la parte economica è stata sottoscritta il 1° aprile 2026. Già allora le sigle avevano allegato una dichiarazione per chiarire che la firma rappresentava un primo riconoscimento, non una soluzione definitiva. Le retribuzioni continuano a subire l'erosione dell'inflazione e l'aumento del costo della vita. Alla luce delle ultime certificazioni Istat, i sindacati ritengono indispensabile individuare risorse aggiuntive per la contrattazione collettiva nazionale.

Dove vanno i 23,5 miliardi della manovra

La cornice della prossima Legge di Bilancio — l'ultima del Governo Meloni, insediatosi nel 2022 — è di 23,5 miliardi, secondo il Documento programmatico di Bilancio inviato a Bruxelles nella notte tra il 14 e il 15 ottobre 2026. Circa 5 miliardi vanno a famiglie e welfare, 3,5 miliardi alle imprese: in percentuale sul totale, calcolando 5 su 23,5 e 3,5 su 23,5, valgono rispettivamente il 21,3% e il 14,9%. Il testo punta a "finanziamento degli investimenti strategici e infrastrutturali", con interventi su scuole, ospedali, università e impianti sportivi.

Il nodo del potere d'acquisto

Letta insieme, la sequenza dice qualcosa che nessuna fonte esplicita: il rinnovo è stato firmato ad aprile, ma sei mesi dopo gli stessi sindacati che hanno firmato la dichiarazione allegata al CCNL tornano a chiedere risorse. Il Documento programmatico prevede circa 5 miliardi per famiglie e welfare (21,3% della manovra) e 3,5 miliardi per le imprese (14,9%), mentre, dalle fonti consultate, il comparto Istruzione e Ricerca non risulta tra le voci quantificate del Documento programmatico. Per un docente, il punto operativo è questo: senza fondi aggiuntivi nella manovra, l'aumento del CCNL 2025-2027 rischia di essere riassorbito dall'inflazione. La convocazione urgente richiesta ai ministri diventa il passaggio decisivo per capire se e quanto arriverà in busta paga, e la finestra utile è quella dei prossimi giorni, prima della chiusura della Legge di Bilancio.

Fonti

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