Carburanti, Gilda: accise ridotte per docenti e ATA

Il caro carburante smette di essere una voce di spesa personale e diventa un problema di organizzazione scolastica. La Federazione Gilda Unams chiede di ridurre, se non azzerare, le accise sui carburanti per docenti e ATA e, in Campania, la chiusura temporanea dei plessi più difficili da raggiungere. Due richieste con destinatari diversi che spostano la questione: non è più quanto costa un pieno, ma se la scuola riesce ad aprire con il personale che ha.

In Campania la richiesta è chiudere i plessi

La Gilda ha chiesto all'Ufficio Scolastico Regionale per la Campania di valutare la chiusura temporanea dei plessi scolastici maggiormente coinvolti dai disagi alla circolazione. La richiesta nasce dalle difficoltà che il personale incontra ogni giorno per raggiungere la sede di servizio, soprattutto quando questa si trova a molti chilometri dall'abitazione.

Il contesto è quello della protesta degli autotrasportatori al Sud contro il caro benzina: blocchi stradali, aziende del trasporto pubblico in difficoltà, beni introvabili nei supermercati e costi spropositati del carburante. Il personale scolastico sta in fondo a questa catena: subisce i blocchi e paga il pieno.

Per il resto d'Italia la leva è fiscale

Sul resto del territorio nazionale la Gilda non chiede chiusure, ma un intervento sulle accise: riduzione della componente fiscale o suo eventuale azzeramento, riservato al personale della scuola. Il ragionamento parte dal peso economico degli spostamenti quotidiani, che si somma ai livelli retributivi degli insegnanti.

«Vista la situazione gravosa sui trasporti che, insieme ai miseri stipendi degli insegnanti, rendono impossibile il lavoro, si chiede di defiscalizzare, se non abbattere, le accise sui carburanti per il personale della scuola»: è la sintesi della Federazione Gilda Unams. Il destinatario qui cambia. Non un ufficio regionale, ma una richiesta che sembra configurarsi come una decisione di natura fiscale, pensata per il resto del territorio nazionale.

Edificio scolastico moderno con cortile luminoso e auto parcheggiate, simbolo del caro carburanti e dei disagi per il personale
Il caro carburanti pesa sull'organizzazione delle scuole, con docenti e ATA che faticano a raggiungere i plessi.

Chiusure e Dad: i docenti non sono compatti

La Dad è discussa come misura in caso di aggravamento della crisi energetica. Su questo il corpo docente non ha una posizione netta: nel sondaggio della Tecnica della Scuola, il 52,82% dei docenti si è detto contrario alla Dad e il 46,40% favorevole.

Le due opzioni coprono il 99,22% delle risposte (52,82 + 46,40), quindi lo scarto tra contrari e favorevoli è di 6,42 punti percentuali. Il sondaggio ha coinvolto 1.655 partecipanti.

Il dato più compatto riguarda altro: l'88,95% degli insegnanti si è dichiarato favorevole a svolgere online i collegi docenti degli ultimi adempimenti di maggio e giugno. All'Università di Catania la Dad è stata istituita dal 19 al 22 ottobre per gli scioperi programmati e i blocchi dei trasporti. Nelle scuole, al momento, nessuna misura simile è stata annunciata: il 7 aprile 2026 il Ministero aveva definito la Dad «non una misura contemplata nel piano del governo» e il ministro Giuseppe Valditara aveva confermato quella posizione.

Perché la doppia richiesta pesa sui pendolari

Le due strade non sono alternative: la prima richiesta è rivolta all'Ufficio Scolastico Regionale per la Campania, la seconda riguarda una decisione fiscale su scala nazionale. Il sondaggio non indica una posizione netta: il 52,82% dei docenti è contrario alla Dad e il 46,40% favorevole. Su una domanda diversa, l'88,95% si dice favorevole ai collegi docenti online.

Per un docente pendolare il calcolo resta più semplice di qualsiasi trattativa: il pieno si paga ogni mattina.

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