La partita sul reclutamento dei docenti non è più un rebus normativo: Mario Pittoni, responsabile Istruzione della Lega, mette nero su bianco il funzionamento del doppio canale. Il meccanismo serve a interrompere la girandola delle supplenze e a riportare stabilità nelle cattedre, distribuendo le assunzioni su due strade parallele. La più immediata riguarda gli idonei dei concorsi PNRR, che nei primi tre anni si vedranno riservato il 30% dei posti a bando. La seconda, strutturale, scatterà dall’anno scolastico 2026/27 con l’attivazione di elenchi regionali senza scadenza.
Come funziona la riserva del 30% per gli idonei PNRR
La percentuale del 30% si applica ai posti messi a concorso nei primi tre anni del nuovo corso. Non esiste un tetto al numero di idonei che possono accedervi: il diritto a puntare al ruolo è stato riconosciuto a tutti i candidati risultati idonei, senza selezioni aggiuntive. Pittoni spiega che questo risultato è frutto di un negoziato lungo quasi tre anni con la Commissione europea. L’intesa firmata dal governo precedente non contemplava gli idonei e imponeva concorsi annuali senza graduatorie di merito. «Per l’Europa i precari, oltre a lavorare e occuparsi della famiglia, avrebbero dovuto passare ogni anno 4-5 mesi a prepararsi per il concorso finché non fossero rientrati tra i vincitori», dichiara l’esponente della Lega. Il governo attuale ha evitato quel «selezionificio senza fine» e ha ripristinato le graduatorie.

Elenchi regionali dal 2026/27: l’assunzione senza nuove prove
Dall’anno scolastico 2026/27 gli idonei dei concorsi banditi a partire dal 2020 potranno inserirsi in elenchi regionali aggiornabili ogni anno, fino all’immissione in ruolo. Il passaggio elimina l’obbligo di ulteriori prove concorsuali. È la prima volta che Bruxelles accetta una forma di reclutamento strutturale senza nuovi esami selettivi. «Rappresenta la prima apertura della Commissione europea a forme di reclutamento ‘strutturali’ che non prevedano ulteriori prove selettive», sottolinea Pittoni. L’obiettivo dichiarato è superare quella che lui stesso definisce «supplentite», garantendo la continuità didattica che «agevola l’approfondimento delle caratteristiche del singolo alunno» e alza la qualità dell’insegnamento.
Il precedente del 2023 e il nodo economico
L’efficacia del doppio canale si appoggia anche su un dato concreto: nel 2023, prima che fossero disponibili i vincitori del PNRR1, furono assunti oltre 22.000 idonei del concorso ordinario 2020. Pittoni conta di riprodurre condizioni simili una volta esauriti i concorsi PNRR. La strada, però, incrocia il costo delle supplenze: «Finora a raffreddare le buone intenzioni ci ha pensato il notevole risparmio economico che nel nostro Paese comporta affidarsi a supplenti», avverte. Se le assunzioni strutturali dalle GPS venissero estese anche al posto comune – trasformandole in GPSR (Graduatorie provinciali per le supplenze e il ruolo) – resterebbe solo la questione del divario retributivo tra ruolo e supplenza, che hanno di fatto «le stesse responsabilità».
Il decreto PA 2025 ha sospeso alcuni limiti per i concorsi pubblicati entro il 31 dicembre 2025, e l’ultima Manovra impegna l’esecutivo a privilegiare lo scorrimento delle graduatorie esistenti. Per la prima volta il sistema non premia chi supera l’ennesima prova, ma chi ha già dimostrato di meritare una cattedra.
Fonti
- Reclutamento Docenti: il Comunicato Stampa di Pittoni
- Doppio canale reclutamento docenti, Pittoni (Lega)
- Doppio canale reclutamento docenti, Pittoni (Lega)





