Il decreto legge 170 del 30 settembre 2026 sposta a giugno la definizione del PEI e delle ore di sostegno: ciò che decide il Gruppo di Lavoro Operativo diventa vincolante per l'amministrazione scolastica. La relazione tecnica del provvedimento, intanto, fotografa una scuola sempre più sbilanciata: gli alunni con disabilità hanno raggiunto il 4,8% degli iscritti, quasi il doppio rispetto a dieci anni fa.
PEI definitivo a giugno: da "proposta" a "definizione"
Il decreto sostituisce la parola "proposta" con "definizione" nell'articolo 7 del decreto legislativo 66/2017. Le ore stabilite dal Gruppo di Lavoro Operativo diventano vincolanti, mentre l'Ufficio Scolastico Regionale perde il margine per ridimensionare le risorse e assume un compito puramente esecutivo.
La svolta si allinea con la sentenza n. 12704 del 5 maggio 2026 delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, che ha riconosciuto pieno rilievo alle valutazioni del gruppo formulate prima dell'inizio dell'anno. L'avvocato Walter Miceli segnala però il rischio opposto: un documento bloccato a giugno, con ritocchi autunnali limitati alle prime due settimane di ottobre, mal si concilia con una progettazione educativa che cambia insieme a compagni, docenti e traguardi.
C'è poi il nodo delle famiglie. Il PEI può essere approvato anche se una delle componenti del gruppo non è presente, purché convocata: per Evelina Chiocca, presidente della Federazione Osservatorio 182, la norma indebolisce l'alleanza con i genitori. Le scuole, in assenza di circolari esplicative, stanno applicando il decreto senza un PEI approvato a giugno e chiudono i documenti entro il 30 ottobre.

I numeri allarmanti: 377.000 alunni e nascite in calo
Nel 2025 le nascite in Italia sono state circa 355.000, in calo del 3,9%; nel primo trimestre 2026 i dati provvisori ne registrano 83.000, ancora in diminuzione del 2,4%. La popolazione con disabilità corre in direzione opposta: nell'anno scolastico 2024/2025 gli alunni con disabilità sono quasi 377.000, circa 18.000 in più dell'anno precedente, con un incremento del 5%.
La quota sul totale degli iscritti è passata dal 2,6% di inizio decennio al 4,8%, con percentuali più alte nel primo ciclo. Dai numeri stessi si ricava la dimensione della platea: 377.000 alunni su una quota del 4,8% implicano circa 7,85 milioni di iscritti complessivi. Se nel 2040 la quota arrivasse al 10%, a parità di iscritti si supererebbero i 780.000 alunni con disabilità.
Sostegno e posto comune: l'incrocio previsto per il 2040
I docenti di sostegno sono già più di un quarto dell'organico. Se la crescita certificata continuasse con questo ritmo, la relazione tecnica stima che nel 2040 il loro numero potrebbe eguagliare quello dei docenti di posto comune.
L'ISTAT riconduce l'aumento a più fattori: maggiore attenzione nella diagnosi e nella certificazione, crescita della domanda di assistenza delle famiglie, sensibilità più diffusa verso l'inclusione. Il punto non è nessuna di queste cause, ma la divaricazione: un Paese che fa sempre meno figli e una scuola che chiede sempre più risorse specializzate. Per le famiglie il decreto 170 consegna una certezza in più, le ore decise a giugno non sono più ridimensionabili, ma anche una rigidità nuova. Per i docenti la posta in gioco non è solo l'organico: è capire come si insegna in classi dove, se il trend tiene, un bambino su dieci avrà un PEI.




