Locatelli: 288 milioni per l’autonomia degli studenti con disabilità

Da da 200 a 288 milioni di euro, con 88 milioni in più e un incremento del 44 per cento. È la cifra annunciata il 1° ottobre 2026 dal ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli dopo l'intesa in Conferenza Unificata sul decreto di riparto. La novità che pesa di più per le famiglie, però, non è l'aumento in sé: per la prima volta il riparto del fondo per l'assistenza all'autonomia e alla comunicazione degli alunni e degli studenti con disabilità è impostato su base triennale. Un fondo annuale costringe Comuni e Regioni a ragionare su un orizzonte breve; una programmazione triennale permette di conoscere prima il quadro delle risorse, organizzare gli affidamenti e lavorare sulla continuità degli operatori.

Il fondo passa da 200 a 288 milioni: +44 per cento

L'intesa riguarda il decreto ministeriale che ripartisce le risorse destinate a Comuni e Regioni per gli assistenti all'autonomia e alla comunicazione. "Per il terzo anno consecutivo cresce lo stanziamento complessivo, che da 200 passa a 288 milioni di euro", ha spiegato Locatelli, legando la misura al diritto allo studio e all'inclusione degli studenti con disabilità. Il conto è presto fatto: 88 milioni in più su una base di 200 equivalgono a un aumento del 44 per cento.

Nel 2027 salvaguardia dell'85 per cento, anche se calano gli studenti

La programmazione triennale introduce una garanzia destinata a pesare: nel 2027 resterà assegnato almeno l'85 per cento delle risorse del 2026, anche in caso di riduzione numerica degli studenti con disabilità. Applicando quella soglia ai 288 milioni attuali, il pavimento per il prossimo anno si colloca intorno ai 244,8 milioni: circa 44,8 milioni in più rispetto al vecchio stanziamento da 200 milioni. Il principio è che i fabbisogni non si misurano solo contando le persone: dipendono dall'intensità e dalla tipologia dei sostegni necessari.

Disabilità: 288 milioni per autonomia e comunicazione degli studenti
Una persona con disabilità visiva legge un libro in Braille con l'aiuto di un mentore. Foto di Thirdman su Pexels

L'assistente non è un docente di sostegno: il nodo del PEI

Un chiarimento che riguarda la qualità dell'inclusione: l'assistente all'autonomia e alla comunicazione non è un insegnante di sostegno aggiuntivo e non può essere utilizzato come tale. Il docente di sostegno è un insegnante della classe, con responsabilità didattiche condivise con i colleghi curricolari; l'assistenza interviene invece su esigenze specifiche, sostenendo comunicazione, partecipazione, orientamento e sviluppo delle autonomie. Per questo il PEI diventa decisivo: non deve indicare solo una presenza, ma spiegare un bisogno educativo e di partecipazione. La presenza dell'assistente non dovrebbe trasformarsi in custodia né in relazione esclusiva: sostenere l'autonomia significa accompagnare la persona a fare da sé ciò che può fare.

Verso i LEP nel 2028 e il trasferimento alle Regioni

La legge di bilancio 2026 ha già definito il Livello essenziale delle prestazioni in questa materia: supporto adeguato, permanente e personalizzato, numero di ore collegato a quanto previsto nel PEI, profilo professionale del personale e standard qualitativi. Il 2026 e il 2027 restano anni di transizione, con un obiettivo di servizio che prepara il passaggio ai LEP, indicato per il 2028. Dal prossimo anno, inoltre, il fondo confluirà nel percorso di autonomia concordato con il ministero dell'Economia e delle Finanze, con trasferimento diretto delle risorse alle Regioni.

La cifra, da sola, non basta. Tra stanziamento nazionale e assistente effettivamente presente in classe resta una catena amministrativa complessa, fatta di procedure tempestive, personale qualificato e stabilità delle figure professionali. Il successo dei 288 milioni si misurerà su una sola verifica concreta: se, a settembre, l'assistente ci sarà davvero.

Fonti

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