La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23386 depositata il 17 luglio 2026, ha stabilito che il docente che assiste un genitore con disabilità grave non gode di una precedenza assoluta nei trasferimenti interprovinciali. La pronuncia interviene a ridosso delle domande di assegnazione provvisoria per l'anno scolastico 2026/27 e ridisegna i confini della tutela per migliaia di insegnanti che ogni estate incrociano mobilità e legge 104.
Cosa dice la sentenza sulla precedenza del caregiver
La sezione Lavoro ha accolto il ricorso del Ministero dell'Istruzione, ribaltando la decisione della Corte d'appello e respingendo la richiesta del docente. Il punto cardine è l'articolo 33, comma 5, della legge n. 104/1992: la norma riconosce al lavoratore che assiste una persona con handicap grave il diritto di scegliere la sede più vicina, ma solo «ove possibile».
Per i giudici quell'inciso impedisce di interpretare la tutela come un diritto soggettivo e incondizionato. Il sistema scolastico coinvolge una pluralità di interessi — distribuzione degli organici, domande di altri aspiranti, programmazione nazionale — e la contrattazione collettiva diventa la sede naturale per graduare le precedenze.
Come il contratto può graduare le tutele
La vicenda giudiziaria nasce dal contratto collettivo nazionale integrativo per la mobilità 2016/2017. All'epoca il figlio caregiver poteva beneficiare di:
- Punteggi aggiuntivi
- Precedenza nei trasferimenti infraprovinciali
- Precedenza nelle assegnazioni provvisorie tra province diverse
Mancava invece la precedenza assoluta nei trasferimenti interprovinciali definitivi, riservata solo al coniuge o al genitore che assiste il figlio con disabilità. La Cassazione ha ritenuto legittima questa differenziazione: spostare definitivamente un docente da una provincia all'altra incide sulla distribuzione stabile del personale in modo più pesante rispetto a un movimento interno alla stessa provincia o a un'assegnazione temporanea.
Nessuna discriminazione, quindi, ma un bilanciamento tra esigenze assistenziali e organizzative. La Corte ha richiamato anche due pronunce della Corte di giustizia UE: la causa C-38/24 (11 settembre 2025) sulla protezione del caregiver e la causa C-597/24 (12 marzo 2026) che ha giudicato compatibile con il diritto europeo un sistema di mobilità che fa prevalere le operazioni infraprovinciali su quelle interprovinciali.

Il nuovo contratto 2025-2028: cosa cambia (e cosa no)
Il contratto per il periodo 2025-2028 ha esteso la precedenza del figlio caregiver anche ai trasferimenti interprovinciali. Per la Cassazione questa modifica non dimostra che il diritto esistesse già per legge: al contrario, conferma che l'estensione è frutto di una scelta contrattuale innovativa, senza effetti retroattivi sul vecchio regime.
Anche nel nuovo quadro la precedenza non equivale a un automatismo. Ogni domanda va calata nella situazione concreta del lavoratore, verificando il ruolo assistenziale effettivo e le condizioni contrattuali.
Assegnazioni provvisorie 2026/27: gli errori da evitare
Con le domande di assegnazione provvisoria in corso, qualche accorgimento pratico fa la differenza.
Chi invoca una precedenza legata alla legge 104 deve:
- Verificare l'effettiva sussistenza del diritto prima di compilare l'istanza
- Allegare la documentazione sanitaria richiesta (certificazioni delle strutture competenti)
- Indicare per primo il comune di residenza della persona assistita, prima di eventuali altre preferenze territoriali. L'ordine delle sedi non è un dettaglio formale: può condizionare il riconoscimento della precedenza
Per chi presenta domanda condizionata da soprannumerarietà, il vincolo triennale cade solo con la formale individuazione come perdente posto. Una comunicazione informale dell'amministrazione non basta a svincolare il docente.
I tre quarti delle controversie su mobilità e caregiver nascono da documentazione carente o preferenze compilate in modo errato. Con una sentenza che restringe il perimetro delle tutele automatiche, la precisione nella fase di domanda diventa l'unica leva su cui il docente può contare.






