Carta docente a 383€: Anief chiede 200 milioni per il ripristino

Il taglio della Carta del docente a 383 euro — circa 120 euro in meno rispetto ai 500 originari — ha spinto il presidente dell’Anief Marcello Pacifico a lanciare un ultimatum al governo: servono 200 milioni di euro per riportare il beneficio a 500 euro e trasformarlo in una vera Carta dei servizi, altrimenti il sindacato è pronto ad avviare un contenzioso di massa. La vicenda tocca un nervo scoperto: la formazione professionale degli insegnanti, già penalizzata da ritardi nell’erogazione e da un’estensione ai trasporti che nei fatti non ha funzionato.

L’ultimatum di Pacifico: “L’esperienza 2025-26 non deve ripetersi”

Il leader sindacale è intervenuto durante la scuola estiva Anief a Terrasini con parole nette. “La Carta del docente, utile alla formazione professionale permanente, così come è stata elargita quest’anno non può andare: l’esperienza dell’anno scolastico 2025-26, con la card ridotta di circa 120 euro e non allargata a tutte le professionalità della scuola, non deve ripetersi”, ha dichiarato Pacifico. La richiesta è precisa: 200 milioni subito, per riportare la card a 500 euro annuali ed estenderla anche al personale ATA e a tutti i precari, compresi i supplenti brevi.

Scrivania di insegnante con materiali di formazione e computer portatile, tema del ripristino della Carta del docente
Anief chiede 200 milioni per riportare la Carta del docente a 500 euro e salvaguardare la formazione degli insegnanti.

Trasporti, il flop: quasi metà dei docenti bloccata da convenzioni inesistenti

L’estensione della Carta ai mezzi di trasporto, attiva dallo scorso marzo, è rimasta in gran parte sulla carta. Un sondaggio condotto dalla Tecnica della Scuola su 356 insegnanti (302 di ruolo e 54 precari) rivela numeri impietosi:

  • Solo il 4,49% dei docenti ha usato la card per acquistare biglietti o abbonamenti a treni, bus o metropolitana.
  • Tra i docenti di ruolo, la percentuale scende al 4,30%.
  • Ben 313 docenti (l’87,92% del campione) hanno provato a utilizzare la Carta per i trasporti senza riuscirci.
  • Di questi, 170 insegnanti (il 54,31%) hanno indicato come causa il mancato accreditamento degli esercenti: la convenzione non attivata.

La piattaforma ministeriale continua a riportare l’avviso che gli esercenti “si stanno accreditando”, ma a ridosso della chiusura dell’anno scolastico il meccanismo resta di fatto inaccessibile per quasi un docente su due.

Cosa rischia concretamente la formazione dei docenti

I dati del sondaggio mostrano che il 75,5% dei docenti di ruolo e il 68,52% dei precari ha comunque utilizzato la Carta durante l’anno, orientandosi soprattutto su libri, dispositivi elettronici e corsi di formazione. Il taglio dell’importo, però, restringe ulteriormente un budget già esiguo per l’aggiornamento professionale. Se a questo si aggiunge che il Ministero ha destinato 281 milioni alla formazione e all’acquisto di dispositivi digitali per le scuole — fondi ancora in gran parte inutilizzati sui territori — il quadro è quello di risorse che esistono ma non vengono spese in modo efficace. Il combinato disposto fra card ridotta, servizi inaccessibili e fondi fermi rischia di trasformare uno strumento pensato per la crescita professionale in un ennesimo diritto proclamato ma non garantito. E il contenzioso minacciato dall’Anief potrebbe diventare la leva per sbloccare uno stallo che, a pochi mesi dall’avvio del nuovo anno scolastico, pesa sulle condizioni di lavoro di tutta la categoria.

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