Duecentottanta milioni di euro del Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa sono ancora bloccati nei circuiti ministeriali. Con la scadenza del 31 agosto 2026 sempre più vicina, la UIL Scuola alza il livello dello scontro e formalizza una richiesta di incontro immediato con il Ministero dell’Istruzione e del Merito. Senza un trasferimento rapido delle risorse, migliaia di docenti, educatori e personale ATA resteranno senza i compensi accessori per attività già portate a termine.
Cosa manca all’appello: 4/12 del 2025 e 8/12 del 2026
Le segreterie scolastiche di tutta Italia non hanno ancora ricevuto le quote del FMOF relative ai 4/12 dell’anno solare 2025 e agli 8/12 dell’anno solare 2026. Il fondo non è una voce straordinaria, ma una componente strutturale e prevedibile del finanziamento scolastico. Eppure i bonifici non partono. Secondo quanto riporta Orizzonte Scuola, le risorse bloccate ammontano a circa 280 milioni di euro.
La conseguenza diretta è il blocco della liquidazione di funzioni strumentali, ore eccedenti per sostituzioni, incarichi specifici ATA e progetti extracurricolari. Il sindacato denuncia un «diffuso malcontento» tra i lavoratori e un rapporto di fiducia con l’Amministrazione ormai logorato.
La richiesta di Paolo Pizzo: «Servono chiarezza e un’emissione speciale»
A firmare la lettera inviata il 5 agosto è il segretario nazionale della UIL Scuola, Paolo Pizzo. Il testo non si limita a denunciare il ritardo: avanza richieste operative.

- Chiarezza immediata sulle cause del blocco e un cronoprogramma vincolante per gli accrediti.
- Convocazione urgente di un tavolo sindacale per monitorare le procedure in tempo reale.
- Emissione speciale nel caso in cui le somme arrivino a ridosso della scadenza, per consentire agli uffici di completare i mandati entro il 31 agosto.
«Senza le necessarie risorse finanziarie, l’obbligo di liquidare i compensi entro il 31 agosto diventa, di fatto, impossibile da rispettare», scrive Pizzo. Che aggiunge: «Il mancato pagamento configura l’inadempimento di un obbligo preciso verso i dipendenti, i quali hanno regolarmente assolto ai propri doveri contrattuali».
Perché il 31 agosto è un punto di non ritorno
Il Contratto collettivo nazionale fissa al 31 agosto il termine tassativo per la corresponsione dei compensi accessori. Senza i fondi, l’impossibilità di rispettarlo scarica sulle singole istituzioni scolastiche una responsabilità che è invece dell’amministrazione centrale. I DSGA non hanno la provvista di cassa per emettere i mandati, mentre il personale aspetta somme che in molti casi servono a coprire le spese estive.
C’è un rischio organizzativo ulteriore: la frustrazione per i pagamenti tardivi può tradursi in una minore disponibilità a ricoprire incarichi aggiuntivi nel prossimo anno scolastico 2026/2027.
La partita dei 280 milioni è il primo stress test per la capacità del Ministero di onorare impegni di spesa corrente mentre la macchina amministrativa è già proiettata sulle procedure di avvio di settembre. Se la risposta non arriverà in tempi brevi, lo stallo rischia di trasformarsi in un contenzioso di massa.






