Educazione digitale: al via il piano MIM-INDIRE su social e cyberbullismo

Tre moduli in videolezione da 20 ore ciascuno hanno avviato il percorso triennale di educazione digitale promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito insieme a INDIRE. L’iniziativa si inserisce nel Piano per l’educazione al rispetto e alla parità di genere – a cui ha già aderito oltre la metà delle scuole italiane – e rappresenta la prima azione strutturata per formare i docenti su uso consapevole dei social, cyberbullismo e intelligenza artificiale.

I tre moduli già operativi: benessere digitale, connessioni e cittadinanza

I percorsi attivati in questa prima finestra sono tre: benessere digitale nell’era dei social, connessioni consapevoli e cittadinanza digitale. Ciascuno eroga 20 ore di videolezioni, pensate per trasferire metodologie pratiche da usare in classe. L’architettura del progetto prevede una fase introduttiva comune per poi differenziarsi in base al profilo professionale e all’esperienza pregressa, con particolare attenzione alle secondarie di II grado, dove l’impatto dei social è più profondo.

Da settembre il focus su cyberbullismo, cybersecurity e intelligenza artificiale

La seconda fase scatterà con l’avvio del nuovo anno scolastico. I docenti affronteranno cyberbullismo, cybersecurity, utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale, identità social, isolamento, dipendenza da cellulare e carico cognitivo. Il percorso è articolato su più livelli e terrà conto sia del profilo professionale sia dell’esperienza della scuola di appartenenza. L’obiettivo dichiarato è fornire strumenti per gestire le dinamiche relazionali negli ambienti online e promuovere contesti educativi basati sul rispetto.

Educazione digitale: percorso triennale MIM-INDIRE per docenti su social e cyberbullismo
Insegnante spiega lezioni ricorrendo a strumenti digitali interattivi in aula scolastica. Foto di Multitech Institute su Pexels

Valditara: «Ci facciamo carico della salute dei giovani». Il plauso di Marti

«È la prima volta che si promuove un grande percorso di educazione all’uso della strumentazione digitale e all’utilizzo corretto dei social. Questo significa farci carico concretamente della salute e dello sviluppo equilibrato della personalità dei nostri giovani», ha dichiarato il ministro Giuseppe Valditara. Il titolare del dicastero ha inoltre sottolineato la coerenza del piano con le nuove Linee guida sull’Educazione civica e le Indicazioni nazionali: «L’introduzione del percorso triennale dedicato all’educazione digitale sviluppa ulteriormente il nostro Piano per l’educazione alle relazioni e al rispetto, con particolare attenzione al corretto utilizzo dei canali social e alla salvaguardia della salute dei giovani».

Soddisfazione anche dal presidente della Commissione Cultura e Istruzione del Senato, Roberto Marti (Lega), che ha definito l’iniziativa «un passo in avanti significativo» e «un progetto concreto» per tutelare la crescita equilibrata degli studenti.

Per i docenti, con la prima finestra formativa già aperta e la seconda in arrivo a settembre, il percorso diventa un aggiornamento progressivo sempre più allineato alle nuove disposizioni sull’Educazione civica. La sfida è trasformare le ore di videolezione in pratiche quotidiane, specie nelle superiori, dove isolamento, dipendenza da cellulare e cyberbullismo pesano di più nei consigli di classe e nelle relazioni fra studenti.

Fonti

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