Personale educativo, 79 assunzioni per il 2026/2027: il ricambio è fermo da 25 anni

Il Ministero dell’Istruzione ha autorizzato 79 immissioni in ruolo per gli educatori dei convitti e degli educandati statali. Una cifra che, già sulla carta, riesce solo a rimpiazzare i pensionamenti previsti. Il paradosso è che in molte province quei posti rischiano di restare vuoti: dopo oltre vent’anni senza concorsi, le graduatorie sono esaurite e mancano i candidati da assumere.

Un organico da 2.224 posti, ma 624 cattedre sono già vacanti

Il contingente di 79 posti, fissato dal Decreto Ministeriale 142 del 21 luglio 2026, corrisponde esattamente alle 79 cessazioni dal servizio attese per l’anno scolastico 2026/2027. L’organico complessivo del personale educativo, però, ammonta a 2.224 posti, di cui 624 risultano già scoperti: quasi un terzo del totale. Calcolando i rapporti, le nuove assunzioni coprono meno del 4% dell’organico (3,55%) e soltanto il 12,7% dei posti effettivamente vacanti.

La distribuzione geografica dei 79 posti mostra concentrazioni limitate:

  • Roma: 9 posti
  • Parma, Macerata, Campobasso, Sassari, Arezzo e Prato: 5 posti ciascuna
  • Verona: 4 posti
  • Teramo, Catanzaro, Rieti, Milano, Novara, Torino, Foggia, Cagliari, Nuoro, Palermo, Firenze, Padova e Venezia: 2 posti ciascuna
  • Chieti, Cosenza, Forlì, Reggio Emilia, Genova, Pavia, Ascoli Piceno, Grosseto, Perugia e Treviso: un solo contratto

Al Sud e nelle Isole, province come Napoli, Catania, Matera e L’Aquila registrano un contingente pari a zero.

Sala comune vuota di convitto scolastico con arredi in legno e bacheca con vecchi avvisi, personale educativo
Dopo 25 anni senza concorsi, le graduatorie per educatori nei convitti sono esaurite e le cattedre vacanti aumentano.

Graduatorie esaurite e l’ultimo bando di 25 anni fa: a rischio anche i 79 posti autorizzati

Il decreto consente agli Uffici scolastici regionali di redistribuire tra province i posti che non si riescono a coprire per mancanza di aspiranti, e prevede per i neoassunti una sede provvisoria da regolarizzare con la mobilità 2027/2028. Ma il meccanismo di compensazione regionale non basta a risolvere un problema strutturale: in moltissime province le graduatorie sono ormai vuote.

L’ultimo concorso specifico per educatori risale a più di venticinque anni fa. Per questa categoria non esistono nemmeno gli elenchi regionali riservati a chi ha superato le prove dei concorsi banditi dal 2020 in poi. Il risultato è che il numero effettivo di assunti potrebbe scendere sotto le 79 unità autorizzate, vanificando anche il risicato contingente approvato dal Ministero dell’Economia.

La richiesta sindacale: superare il turn-over e introdurre una “call veloce”

In una lettera aperta al Ministro Valditara e alla Capo Dipartimento Palumbo, la FLC CGIL ha chiesto di sbloccare le assunzioni oltre il semplice turn-over, di bandire nuove procedure concorsuali e di introdurre subito un meccanismo analogo alla call veloce: una procedura rapida per coprire i posti vacanti attingendo alle graduatorie di altre province ed evitare che le disponibilità vadano sprecate.

Il sindacato giudica “fortemente negativo” un sistema che continua a penalizzare il settore dei convitti e ribadisce la necessità di investire risorse adeguate a valorizzare il personale educativo.

Quel che resta scoperto

Se perfino i 79 posti fossero tutti coperti, resterebbero 545 cattedre vuote. Il personale in servizio dovrà continuare a sostenere carichi di lavoro supplementari, con effetti diretti sulla qualità del supporto offerto agli studenti che vivono nei convitti. Senza un piano di assunzioni che abbandoni la logica del solo turn-over, il comparto continuerà a perdere risorse e attrattiva per i giovani professionisti. Il vero blocco non sta nei numeri di quest’anno, ma nell’assenza di una strategia di ricambio che ha svuotato le graduatorie: senza candidati, nessun decreto ministeriale riempirà le cattedre vuote.

Fonti

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