Non solo un adeguamento alle norme europee: con 100 milioni di euro destinati alla formazione dei docenti e l’ingresso dell’intelligenza artificiale generativa nei percorsi del secondo ciclo, il decreto legislativo approvato ieri in via definitiva dal Consiglio dei Ministri ridisegna il rapporto tra scuola e algoritmi. Il provvedimento punta a trasformare l’IA da potenziale minaccia a leva didattica, affiancando alla tecnologia un robusto presidio etico e di prevenzione del disagio digitale.
Un piano stabile da 100 milioni per i docenti
Il cuore della riforma è un piano di formazione strutturale per gli insegnanti. I fondi serviranno a far comprendere il funzionamento dei sistemi algoritmici, mitigare errori e distorsioni e promuovere un uso responsabile della tecnologia a tutela dei dati degli studenti. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha commentato: «Promessa mantenuta, 100 milioni per la formazione dei docenti».
IA come materia, strumento e cittadinanza digitale
L’intelligenza artificiale non sarà solo oggetto di studio. Le Indicazioni nazionali del secondo ciclo verranno aggiornate per integrare l’IA generativa nella didattica quotidiana. Il tema entrerà inoltre nell’insegnamento dell’Educazione civica, con un focus su etica e cittadinanza digitale, mentre verranno rafforzate le competenze STEAM e le attività di orientamento. Parallelamente nasceranno comitati tecnico-etici territoriali con il compito di accompagnare le sperimentazioni, vigilare sulla protezione dei dati e aggiornare i regolamenti d’istituto.

Contrasto all’emergenza educativa e benessere digitale
Una parte significativa del decreto affronta i rischi legati all’abuso di social media e piattaforme. La scuola viene indicata come «presidio di prevenzione e benessere digitale» per combattere l’opacità algoritmica, il condizionamento dei minori e le dipendenze tecnologiche, con un coinvolgimento attivo delle famiglie.
Oltre la secondaria: ITS, università e formazione adulti
La riforma non si ferma alla scuola dell’obbligo. Il testo include misure per l’integrazione dell’IA nei percorsi degli ITS Academy e nell’istruzione superiore, compresi università ed enti pubblici di ricerca. Per gli adulti sono previsti percorsi di alfabetizzazione e riqualificazione professionale per facilitare il reinserimento lavorativo.
L’investimento strutturale da 100 milioni segna un cambio di passo: non si tratta di un semplice aggiornamento tecnologico, ma di un tentativo organico di portare l’IA dentro la didattica senza rinunciare al controllo umano. La sfida ora è trasformare lo stanziamento in un’effettiva capillarità formativa, misurando nel tempo la capacità della scuola di ridurre le derive digitali che il decreto stesso si propone di arginare.
Fonti
- Scuola e Intelligenza Artificiale: via libera al Decreto
- Istruzione.news
- AI, ok Cdm a Dlgs: 100 milioni per la formazione dei prof






