Un supplente che rinuncia a una proposta in una scuola rischia di pagarne le conseguenze anche sulle altre scuole indicate nella domanda. Chi ha accettato uno spezzone, invece, non può lasciarlo per una nomina GPS più lunga o con più ore. Sono due criticità che si possono leggere come collegate, e la UIL Scuola le ha portate al Ministero dell'Istruzione e del Merito nel confronto sulle supplenze dell'anno scolastico 2026/2027. La richiesta è netta: togliere sanzioni, vincoli e ostacoli al completamento dell'orario.
Le richieste della UIL Scuola al Ministero
Il pacchetto riguarda la gestione di posti e spezzoni orario, la durata dei contratti, le conseguenze delle rinunce registrate su SIDI e il divieto di passare da un incarico da graduatoria di istituto a una nomina da GPS. L'obiettivo dichiarato è arrivare a regole chiare e procedure uniformi su tutto il territorio nazionale. In concreto:
- gestione trasparente delle disponibilità, perché le modalità di assegnazione non penalizzino gli aspiranti e non limitino le opportunità di lavoro;
- supplenze fino al 30 giugno sui posti disponibili entro il 31 dicembre;
- rinuncia a una supplenza circoscritta alla sola scuola interessata;
- nessuna sanzione per chi mantiene una supplenza breve già accettata e non aderisce alla chiamata GPS;
- revisione del divieto di lasciare l'incarico da graduatoria di istituto per una nomina GPS.
Posti disponibili entro il 31 dicembre: contratti fino al 30 giugno
Le supplenze conferite sui posti che si rendono disponibili entro il 31 dicembre, pur non essendo vacanti, devono durare fino al 30 giugno e non fermarsi al termine delle lezioni, come avviene in determinate situazioni. La distanza tra le due date non è un dettaglio contabile: tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2027 corrono 181 giorni di calendario (31 a gennaio, 28 a febbraio — il 2027 non è bisestile —, 31 a marzo, 30 ad aprile, 31 a maggio, 30 a giugno). Su questa estensione il sindacato fonda l'argomento della continuità: se il posto è disponibile per l'intero anno scolastico, il rapporto di lavoro non può chiudersi prima, altrimenti la penalizzazione economica e contrattuale ricade sul personale precario.
SIDI, la rinuncia che pesa su tutte le scuole indicate
Sul sistema informativo SIDI la criticità è grave: la rinuncia a una proposta di supplenza da graduatoria di istituto, per come viene registrata, produce effetti sanzionatori anche sulle altre istituzioni scolastiche indicate dall'aspirante. "La rinuncia deve produrre conseguenze esclusivamente nei confronti della scuola interessata e non estendersi alle altre istituzioni scolastiche", chiede la UIL Scuola, sollecitando un intervento diretto sul sistema informativo.

Un caso vicino riguarda chi ha già accettato una supplenza breve e riceve una proposta da GPS: la mancata accettazione non deve generare sanzioni per chi sceglie di proseguire l'incarico in corso, in coerenza con l'ordinanza ministeriale.
Il divieto di passare dalle graduatorie d'istituto alle GPS
L'ultimo nodo è la nuova disciplina che impedisce di lasciare una supplenza conferita da graduatoria di istituto per accettare una successiva nomina da GPS. La UIL Scuola la considera eccessivamente penalizzante: "La disposizione limita le possibilità di miglioramento della propria condizione lavorativa, anche quando il docente è titolare di uno spezzone orario e potrebbe ottenere, attraverso le GPS, un incarico più favorevole sotto il profilo della durata o della consistenza oraria".
Lette insieme, le due regole sembrano sommersi invece di compensarsi: il docente con uno spezzone orario non può rinunciare senza ripercussioni sulle altre scuole indicate, né può spostarsi su un incarico GPS più conveniente. Il margine di manovra parrebbe ridursi a restare dove si è, anche quando l'incarico in corso è più corto o più leggero di quello disponibile altrove.
La UIL Scuola chiede correttivi informatici e la revisione delle disposizioni penalizzanti. I due piani avrebbero tempi diversi: il correttivo su SIDI potrebbe farsi intervenendo sul software, la revisione del divieto richiederebbe di riscrivere la disciplina. E sarebbe il secondo a decidere se un precario può ancora scegliere l'incarico migliore, non solo quello che capita.






