Decreto PA, addio cancellazione: docenti in ruolo restano nelle graduatorie di merito

Con il decreto legge PA varato il 4 agosto 2026, il governo ha abrogato la norma che cancellava automaticamente i docenti dalle graduatorie di merito dei concorsi ordinari dopo il superamento dell’anno di prova. Il provvedimento elimina una penalizzazione che colpiva numerosi insegnanti già immessi in ruolo ma ancora in attesa di una nomina su altra classe di concorso.

La modifica riscrive le regole del gioco: da oggi chi ottiene la conferma in ruolo può conservare la posizione conquistata nei concorsi ordinari per discipline diverse da quella di titolarità, tenendo aperta la strada a un eventuale passaggio di cattedra senza perdere quanto già ottenuto.

Cosa cambia nell’articolo 13 del decreto legislativo 59/2017

Il decreto interviene sull’articolo 13, comma 5, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59. La versione precedente prevedeva la cancellazione da tutte le graduatorie — di merito, a esaurimento e d’istituto — al momento della conferma in ruolo dopo l’anno di formazione e prova.

La nuova formulazione introduce un’eccezione: la cancellazione automatica rimane per le graduatorie a esaurimento e d’istituto, ma non si applica più alle graduatorie dei concorsi ordinari. Un docente che si stabilizza su una classe di concorso, ma è anche idoneo in un concorso ordinario per un’altra disciplina, potrà restare in quella graduatoria e, se gli scorrimenti lo permetteranno, ottenere un nuovo ruolo. La conferma in ruolo, a partire dal 1° settembre 2026, non determina più la cancellazione dalla graduatoria di merito.

Scrivania di docente con libri, mela e penna in aula scolastica luminosa, docenti in ruolo e graduatoria di merito
La scrivania del docente resta un punto fermo: chi è in ruolo conserva la posizione in graduatoria di merito.

La nota ministeriale del 17 settembre 2025 aveva già chiarito che la cancellazione scattava solo dopo la conferma in ruolo, non al momento dell’assunzione. Ora il decreto legge PA supera definitivamente quel meccanismo per le graduatorie di merito.

La soddisfazione dei sindacati

Il 5 agosto, la Cisl Scuola ha rivendicato il risultato con un comunicato. «La Cisl Scuola – scrive la segretaria generale Ivana Barbacci – si è fatta carico di preoccupazioni e proteste, ritenendole comprensibili e giustificate, e ha sostenuto con forza la necessità di abrogare una disposizione ingiustamente penalizzante. Grazie all’impegno profuso nel confronto con l’Amministrazione, abbiamo portato a concreta soluzione un problema diffusamente avvertito e ne siamo molto soddisfatti».

L’impatto sulle carriere dei docenti

La norma abrogata creava un paradosso: un insegnante che superava l’anno di prova su una classe di concorso si vedeva azzerata ogni altra posizione utile maturata altrove, anche se mancavano pochi scorrimenti per essere chiamato su una disciplina più affine al proprio profilo. Il risultato era un freno alla mobilità professionale.

Ora il vincolo salta, ma solo per le graduatorie dei concorsi ordinari. Resta fuori da questa tutela chi è iscritto esclusivamente in graduatorie a esaurimento o d’istituto: per quelle la cancellazione è confermata. La scelta del legislatore disegna un perimetro preciso, premiando chi ha affrontato le procedure concorsuali più recenti e strutturate.

Fonti

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