Giuseppe Valditara legge il rapporto OCSE Education at a Glance 2026 come una conferma della qualità del sistema scolastico italiano. Il ministro dell'Istruzione e del Merito sintetizza la sua lettura con una frase: "I dati confermano la qualità della scuola italiana", soffermandosi sulle competenze degli studenti, sull'integrazione linguistica, sul ruolo dell'istruzione tecnica nell'era dell'Intelligenza Artificiale e sulle retribuzioni. I numeri sulle retribuzioni raccontano però una storia diversa: un docente di scuola media con 15 anni di servizio guadagna 52.613 $ PPA, 12.509 in meno della media Ue.
Il gap con la media Ue supera i 12.500 $ PPA annui
L'Italia colloca i propri insegnanti di scuola media con 15 anni di carriera a 52.613 $ PPA, contro una media Ue di 65.122 $ PPA: il divario è del 19,21%. Il confronto con i partner europei è più netto: Francia a 54.778 $ PPA (+4,11%), Spagna a 77.440 $ PPA (+47,19%), fino a Germania (111.804 $ PPA, +112,50%) e Paesi Bassi (115.235 $ PPA, +119,02%), dove gli stipendi risultano più che doppi. Su base mensile, i 12.509 $ PPA annui equivalgono a circa 1.042 dollari: Tecnica della Scuola titola "Ai docenti italiani mancano 1.000 euro nello stipendio rispetto alla media Ue"; la frase "oltre 1.000 euro al mese" è di FLC CGIL, mentre la rilevazione OCSE ripresa dal sindacato presenta la cifra su base annua in dollari PPA.
Dagli stipendi iniziali alla fine carriera
Tra il 2015 e il 2025 gli stipendi reali dei docenti italiani sono scesi di oltre il 3% a tutti i livelli di istruzione, con i compensi d'ingresso della secondaria di primo grado in calo del 10%. Il ritardo si ripete in ogni ordine di scuola già alla partenza:

| Grado | Stipendio iniziale (Italia) | Gap vs Germania |
|---|---|---|
| Primaria | 25.195 € | +34.784 € (+138,06%) |
| Secondaria I grado | 25.195 € | +34.784 € (+138,06%) |
| Secondaria II grado | 27.079 € | +39.382 € (+145,43%) |
A fine carriera la forbice si allarga ancora: nella scuola media il tetto italiano è 36.733 €, contro 77.433 € della Germania (+40.700 €) e 99.994 € dei Paesi Bassi, che sopravanzano l'Italia di 63.261 €.
La contraddizione nella sezione sulle superiori
Un punto va segnalato. Per la secondaria di secondo grado, il dato di fine carriera riportato dalle fonti indica un divario di +59.685 € (99.994 € contro 40.309 €).
La replica dei sindacati
La FLC CGIL contesta la lettura ministeriale. Il sindacato guidato da Gianna Fracassi rileva che le retribuzioni degli insegnanti italiani restano "drammaticamente schiacciate verso il basso" e svalutano la professione anche rispetto ai lavoratori con pari titolo di studio. Nel confronto OCSE con i laureati, i docenti italiani si collocano sotto le medie internazionali: dall'80-82% della scuola dell'infanzia al 91-93% della secondaria di secondo grado. Secondo la FLC CGIL, tra il 2022 e il 2026 l'inflazione ha eroso oltre il 20% del potere d'acquisto, mentre gli aumenti contrattuali si sono fermati al 9%.
Cosa cambia per i docenti in servizio
Il nodo non è solo l'ingresso ma la curva di carriera. Nella primaria l'Italia registra uno sviluppo retributivo del +45,79% (+11.538 €), simile a quello spagnolo (+43,16%, +15.118 €): partendo dalla base più bassa, però, l'incremento cumulato in euro resta il più contenuto del gruppo a confronto. Secondo FLC CGIL, senza risorse aggiuntive nella prossima legge di bilancio la condizione è destinata a peggiorare.






