Isole minori e punteggi docenti: CSPI dice sì ma chiede chiarimenti

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha espresso il proprio parere sullo schema di decreto che introduce punteggi aggiuntivi nelle graduatorie per il personale docente che presta servizio nelle isole minori. La misura punta a garantire continuità educativa in contesti con condizioni logistiche e organizzative particolari, ma il CSPI ha indicato un punto critico che potrebbe dar luogo a difformità applicative.

Come funzionano i punteggi aggiuntivi

A partire dall'anno scolastico 2027/2028, i docenti che prestano servizio nelle scuole delle isole minori matureranno 6 punti aggiuntivi per ogni anno nelle graduatorie GAE, GPS e di istituto. La condizione è aver lavorato almeno 180 giorni nel corso dell'anno scolastico, di cui almeno 120 per l'attività didattica.

Il provvedimento attua l'articolo 25, comma 1, della Legge 70 del 7 maggio 2026. Chi insegna nelle pluriclassi della scuola primaria riceve un ulteriore bonus di 3 punti nello stesso anno scolastico: calcolando i due importi insieme, il massimo teorico è di 9 punti annui, che si sommano al punteggio ordinario previsto dalle tabelle di valutazione dei titoli e dei servizi vigenti per le GAE e le GPS.

Punteggi servizio isole minori: parere CSPI
Insegnante e studenti durante una lezione in aula scolastica. Foto di Max Fischer su Pexels

Il nodo del "servizio effettivamente prestato"

Il CSPI ha accolto la finalità della norma — valorizzare l'insegnamento in contesti con condizioni territoriali, logistiche e organizzative peculiari — ma ha chiesto indicazioni operative univoche per stabilire cosa conta come "servizio effettivamente prestato", per evitare difformità interpretative tra i diversi uffici.

Senza criteri chiari e condivisi, l'interpretazione di questa formula rischia di variare da amministrazione ad amministrazione, creando disuguaglianze nell'attribuzione dei punteggi tra docenti in situazioni analoghe. La norma mira esplicitamente alla stabilità delle comunità scolastiche insulari e alla tutela del diritto allo studio: un'applicazione non uniforme vanificherebbe proprio questi obiettivi, che il legislatore ha posto al centro del provvedimento.

Il chiarimento chiesto dal CSPI è il passaggio tecnico imprescindibile prima che la misura produca effetti uniformi sull'intero territorio nazionale.

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