Insegnanti di religione: 2.628 assunzioni di ruolo per il 2026/27

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha autorizzato 2.628 immissioni in ruolo per insegnanti di religione cattolica, destinate all’anno scolastico 2026/2027. Rispetto ai 406 posti dell’anno scorso, il contingente segna un balzo del 547%: per migliaia di precari con anni di supplenza alle spalle si apre una prospettiva concreta di stabilizzazione.

Come sono ripartiti i 2.628 posti tra ordini di scuola e graduatorie

I 2.628 posti derivano dal fabbisogno di cattedre vacanti dopo le operazioni di mobilità. Il decreto, firmato dal ministro Giuseppe Valditara il 22 luglio 2026 dopo il via libera del MEF del 20 luglio, suddivide il contingente in 991 posti per infanzia e primaria (il 37,7% del totale) e 1.637 posti per la secondaria di primo e secondo grado (il restante 62,3%).

Per l’assegnazione delle cattedre si attinge dalle graduatorie dei concorsi banditi nel 2024:

Aula scolastica luminosa con libro aperto sulla cattedra, nuove assunzioni per gli insegnanti di religione
Un libro aperto su una cattedra illuminata dal sole, simbolo dei nuovi posti di ruolo per gli insegnanti di religione.
  • il 70% dei posti viene coperto scorrendo le graduatorie della procedura straordinaria, riservata ai docenti con esperienza di servizio;
  • il 30% è attribuito ai vincitori del concorso ordinario.

Prima di procedere, gli Uffici scolastici regionali devono completare le compensazioni in favore dei vincitori del concorso ordinario rimasti in attesa, come previsto dal decreto ministeriale del 2025. Se il contingente non dovesse bastare, i posti residui saranno recuperati negli anni scolastici successivi.

L’idoneità diocesana e il percorso fino al contratto

Un passaggio resta imprescindibile: il possesso dell’idoneità all’insegnamento della religione cattolica, che deve essere verificata dall’Ordinario diocesano competente. I direttori degli Uffici scolastici regionali inviano l’elenco dei candidati collocati in posizione utile; solo dopo l’intesa con l’autorità ecclesiastica si può stipulare il contratto a tempo indeterminato.

Ai neoassunti viene assegnata dapprima una sede provvisoria. L’immissione in ruolo definitiva arriva soltanto dopo il superamento del periodo di formazione e prova. Il decreto ricorda inoltre che le assunzioni devono rispettare le quote di riserva per le categorie protette, i volontari delle Forze armate e gli operatori del servizio civile universale.

Da 406 a 2.628: cosa significa per i docenti precari

L’incremento di 2.222 posti rispetto all’anno scorso modifica in modo tangibile le prospettive di chi ha partecipato alle procedure del 2024. Poiché il 70% delle cattedre proviene dalla graduatoria straordinaria, la platea dei docenti già in servizio con contratti a termine è la principale beneficiaria: per loro il decreto trasforma un lungo precariato in un percorso di assunzione a tempo indeterminato, fermo restando il gradimento della diocesi e l’esito positivo dell’anno di prova. Sul piano normativo, il provvedimento attua l’articolo 1-bis del decreto-legge n. 126 del 2019, che ha introdotto il doppio canale di reclutamento (ordinario e straordinario) per coprire progressivamente i posti vacanti nelle scuole statali.

Fonti

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