Indicazioni licei: storici critici, UGL apprezza. Parola al CSPI

Le nuove Indicazioni nazionali per i licei, trasmesse dal ministro Valditara al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, dividono il mondo della scuola. Mentre la comunità degli storici resta insoddisfatta dell’impianto culturale della riforma, la Federazione UGL Istruzione promuove il testo come equilibrio necessario tra tradizione umanistica e innovazione digitale. Il parere del CSPI, atteso nelle prossime settimane, si preannuncia decisivo per mediare tra due visioni opposte del sapere storico.

Le critiche degli storici: un elenco prescrittivo ancora eurocentrico

L’analisi pubblicata su Historia Ludens da Luigi Cajani, docente di storia moderna a Roma 3, sintetizza il malcontento degli studiosi. Le modifiche più visibili riguardano il Medioevo, riscritto con linguaggio più rigoroso dopo le osservazioni della SISMED, ma la struttura complessiva resta quella di un indice di manuale, poco organico e fortemente prescrittivo.

Cajani segnala semplificazioni discusse: il passaggio dal Paleolitico al Neolitico è ridotto a una transizione “dal nomadismo alla sedentarietà”, ignorando il nomadismo pastorale. Nella storia moderna, il colonialismo europeo appare frammentario (concentrato su Spagna e Gran Bretagna), e la Rivoluzione francese è schiacciata sulla stagione del Terrore. Nel Novecento, il riferimento all’“abilità tattica” di Mussolini e la definizione delle foibe come “dramma del confine orientale” vengono giudicati superflui o emotivamente connotati. Il nodo di fondo, per gli storici, è la prospettiva ancora eurocentrica che contraddice l’obiettivo dichiarato di confrontare la storia europea con le altre civiltà.

Indicazioni nazionali per i licei: riforma in attesa del parere CSPI
Aula universitaria illuminata dalla luce naturale durante una lezione. Foto di Gera Cejas su Pexels

La posizione UGL: patrimonio occidentale, STEM e IA consapevole

Di segno opposto la valutazione della Federazione UGL Istruzione, il cui segretario nazionale Ornella Cuzzupi siede proprio nel CSPI. Per il sindacato, le nuove Indicazioni rappresentano un passo avanti nel recupero metodologico del patrimonio storico e civile europeo, indispensabile per comprendere Stato di diritto e meccanismi democratici. L’impianto umanistico viene integrato con un deciso potenziamento delle discipline STEM e con l’inserimento strutturato dell’Intelligenza Artificiale, da studiare in ottica critica ed etica per sviluppare una piena cittadinanza digitale.

UGL Istruzione insiste però sulle condizioni concrete: senza un piano straordinario di investimenti su formazione docenti e rinnovamento dei laboratori, la riforma resterebbe inefficace.

Due visioni a confronto, e la partita dei libri di testo

Le due letture sono speculari. Da un lato, gli storici temono che l’elenco ministeriale restringa lo spazio per le connessioni globali; dall’altro, il sindacato difende la centralità occidentale come architrave civica. L’elemento che accomuna entrambe le posizioni è la consapevolezza che le Indicazioni sono solo la cornice. La vera partita si giocherà sui manuali scolastici: se le case editrici seguiranno rigidamente l’indice ministeriale, il rischio di una narrazione storica appiattita sull’Occidente è concreto; se manterranno l’apertura delle edizioni attuali, gli studenti potranno continuare a confrontarsi con una storia mondiale articolata.

Il CSPI dovrà decidere se e come limare un impianto che divide esperti e parti sociali, consapevole che la posta in gioco è l’idea di storia che consegniamo alle nuove generazioni.

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