Concorsi docenti: corsi Indire equiparati al TFA e stop ai 24 CFU

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha illustrato il 16 settembre 2026 alle organizzazioni sindacali la bozza che riscrive le tabelle di valutazione dei titoli allegate ai DM 205 e 206 del 26 ottobre 2023. Il nodo politico è chiaro: i percorsi INDIRE per il sostegno valgono quanto il TFA, si chiude la stagione dei 24 CFU, ma su percorsi selettivi e precedenti concorsi la partita resta aperta. La modifica, secondo FLC CGIL, opererà solo sui futuri concorsi.

Cosa cambiano le nuove tabelle

Le tabelle attuali — Allegato B al DM 205/2023 per la secondaria e al DM 206/2023 per infanzia e primaria — concorrono alla graduatoria finale con un tetto di 50 punti. La bozza non stravolge l'impianto: aggiorna le voci al nuovo sistema di formazione iniziale e corregge le ambiguità che nelle ultime procedure hanno prodotto contenzioso.

Tre interventi spiccano. Nella tabella della secondaria sparisce il riferimento alla laurea "integrata dai 24 CFU/CFA", formula legata al vecchio reclutamento. Agli insegnanti tecnico-pratici (ITP) viene riconosciuto il voto di abilitazione al pari degli altri docenti, colmando una disparità della tabella vigente. Per le classi di concorso accorpate dal DM 255/2023, il servizio prestato su una delle classi confluite vale come servizio specifico: principio già chiarito via FAQ, ora recepito direttamente nella disciplina.

Corsi INDIRE e TFA sostegno: stesso punteggio

La novità più discussa riguarda i percorsi straordinari di specializzazione sul sostegno introdotti dagli articoli 6 e 7 del DL 71/2024. La bozza assegna loro 12,50 punti aggiuntivi, sia per la secondaria sia per infanzia e primaria: lo stesso punteggio del TFA sostegno ordinario da 60 CFU (DM 30 settembre 2011). L'equiparazione elimina i dubbi interpretativi delle procedure precedenti, ma la UIL Scuola la contesta: TFA e INDIRE presentano modalità di accesso, durata, carico formativo e obblighi di frequenza differenti, e la loro identica valutazione non le riconoscerebbe adeguatamente.

Concorsi docenti: nuove tabelle di valutazione dei titoli
Professore accanto a una lavagna che annuncia un esame in aula. Foto di RDNE Stock project su Pexels

Precedenti concorsi: il vincolo del "medesimo grado"

L'attuale tabella riconosce 12,50 punti per il superamento di un precedente concorso ordinario relativo allo "specifico posto". La bozza aggiunge la condizione del "medesimo grado" di istruzione. Il chiarimento arriva dopo orientamenti giurisprudenziali opposti: il TAR Campania-Napoli (sentenza 505/2026) aveva riconosciuto il punteggio a una candidata per AB24 con un precedente concorso AB25; il TAR Calabria-Catanzaro (sentenze 455, 457 e 459 del 16 marzo 2026) aveva mantenuto ferma la distinzione tra primo e secondo grado anche dopo l'accorpamento. I contenziosi sulle procedure già svolte restano però aperti.

Certificazioni, titoli esteri e altri ritocchi

Le certificazioni linguistiche di livello C1 valgono 3,75 punti, quelle di livello C2 5 punti; è valutabile un solo titolo per lingua, purché l'ente fosse riconosciuto al momento del conseguimento. I corsi CLIL saranno valutabili solo se rilasciati dalle Università. Le abilitazioni conseguite all'estero e riconosciute ai sensi del D.Lgs. 206/2007 seguono la forbice 12,50/5 punti in base alla natura selettiva del percorso. I dottorati esteri sono valutabili se riconosciuti in Italia. Il titolo di specializzazione in italiano L2 (DM 92/2016, modificato dal DM 130/2023) vale 3,75 punti.

Cosa chiedono i sindacati

FLC CGIL e UIL Scuola convergono su un punto: servono criteri nazionali chiari, per evitare che lo stesso titolo valga diversamente a seconda della commissione. FLC CGIL ha chiesto di non bandire nuovi concorsi e dare priorità allo scorrimento delle graduatorie vigenti, un maggiore punteggio al servizio (anche non specifico) e la valorizzazione dell'abilitazione conseguita mediante concorso, per non penalizzare gli idonei 2020. La UIL ha proposto di estendere il punteggio dei percorsi selettivi anche a chi ha superato un concorso ordinario, compreso il caso in cui il concorso stesso sia titolo di accesso, e di rivedere l'equiparazione TFA-INDIRE.

Analisi: chi guadagna e chi resta scoperto

Sul tetto di 50 punti disponibili, i 12,50 riconosciuti sia al TFA sia ai percorsi INDIRE pesano per un quarto del punteggio massimo: è questo rapporto a spiegare perché l'equiparazione sia il punto più caldo dell'informativa. Per chi parteciperà ai prossimi concorsi l'implicazione è duplice: il titolo di sostegno diventa un moltiplicatore equivalente a prescindere dal percorso seguito, ma il vincolo del "medesimo grado" sui precedenti concorsi riduce lo spazio per far valere esperienze maturate su classi accorpate di grado diverso. Resta il nodo dei contenziosi già in essere, che la nuova formulazione non risolve automaticamente.

Fonti

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