La continuità didattica è un presupposto imprescindibile per garantire un percorso di inclusione scolastica agli alunni con disabilità, ma la normativa vigente lascia fuori una categoria intera: i docenti di sostegno con incarichi di supplenza breve non possono essere riconfermati per l'anno successivo. Marco Furfaro del Partito Democratico ha presentato un'interrogazione al Ministro dell'Istruzione e del Merito per aprire un confronto su questo punto, invocando il principio del "superiore interesse dell'alunno" come possibile criterio di intervento.
Chi viene confermato oggi e chi resta escluso
La procedura di riconferma in vigore si applica esclusivamente ai docenti di sostegno che nell'anno scolastico 2025/2026 risultano titolari di una supplenza annuale (31 agosto) oppure fino al termine delle attività didattiche (30 giugno). I supplenti brevi e saltuari — quelli che hanno coperto periodi più limitati durante l'anno — restano esclusi da qualsiasi meccanismo di conferma.
L'esclusione non è trascurabile: un alunno con disabilità che abbia sviluppato un rapporto positivo con il proprio insegnante di sostegno non ha, allo stato attuale, alcuna garanzia che quell'insegnante possa essere riconfermato se ha svolto una supplenza breve. L'interrogazione chiede al Governo di valutare possibili interventi, ma con un criterio preciso: solo quando la prosecuzione risponde pienamente all'interesse del bambino o del ragazzo.
Il decreto legislativo n. 66 del 2017 come riferimento normativo
Furfaro chiama in causa il decreto legislativo n. 66 del 2017, che contiene le norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità. L'interrogazione chiede al Ministero di verificare se la disciplina attuale — quella che esclude i supplenti brevi dalla riconferma — sia coerente con le finalità previste da quel decreto.

Il ragionamento è diretto: se il D.Lgs. 66/2017 pone la continuità come elemento fondamentale del percorso di inclusione, e se la norma sulle riconferme esclude una parte dei docenti che hanno contribuito a costruire quella continuità, esiste una possibile incoerenza da sanare. Spetta al Governo valutare se intervenire e in che forma.
Cosa cambia e il punto ancora aperto
Sul piano pratico, estendere la riconferma ai supplenti brevi significherebbe modificare criteri che oggi regolano graduatorie e assegnazioni su base meritocratica. Non si tratta di una misura semplice da attuare né automaticamente compatibile con le procedure in essere.
Le due testate che hanno riportato l'interrogazione concordano sui fatti principali: l'iniziativa è di Furfaro (PD), il tema è la conferma dei supplenti brevi, il parametro valutativo è il "superiore interesse dell'alunno". Non emergono discrepanze sui contenuti della proposta.
Per le famiglie di alunni con disabilità la risposta parlamentare sarà il vero indicatore: se il principio del superiore interesse dell'alunno potrà diventare un criterio derogatorio documentato — caso per caso — per l'anno scolastico 2026/27, o resterà un obiettivo dichiarato senza ricaduta concreta sulle assegnazioni.






