In una sola giornata di servizio davanti alle pompe vibonesi il gasolio è passato da 2,254 a 2,295 euro al litro: 0,041 euro in più, pari all'1,8% (0,041 su 2,254). Mentre i Tir liberavano lo svincolo di Sant'Onofrio e le autobotti ripartivano dai depositi di Vibo Marina, restava il dato del rincaro registrato durante il servizio. La crisi dei rifornimenti si sta normalizzando; quella dei conti di autotrasportatori e agricoltori no.
Sant'Onofrio, il questore fa liberare lo svincolo
Il presidio di Sant'Onofrio ha fermato per un paio d'ore la circolazione verso l'omonimo svincolo dell'A2, con code lunghe centinaia di metri: agli autotrasportatori della provincia si erano uniti gli agricoltori con i trattori. Il questore Rodolfo Ruperti ha invitato i manifestanti a parcheggiare i mezzi ai bordi della carreggiata e la viabilità è ripresa grazie a un cordone di polizia, carabinieri e guardia di finanza.
Il confronto con Angelo Derenzo, coordinatore di Fedralog Vibo Valentia, è stato acceso, ma senza scontri, secondo l'ANSA; Il Vibonese parla di momenti di forte tensione. Ruperti ha richiamato i manifestanti alle possibili conseguenze penali dei blocchi e ha fatto allontanare quasi tutti i trattori — solo 2 sono rimasti in posizione defilata — dicendo: «C'è chi vi manda qui allo sbaraglio». La Questura aveva già fermato un'iniziativa simile lunedì 12 ottobre a Vibo Marina, dove gli agricoltori volevano bloccare le autocisterne dirette ai depositi Eni e Meridionale Petroli.
Tre presidi vibonesi su 17 in Calabria
Il fermo proclamato da Fedralog Calabria prevede 17 presidi nelle cinque province calabresi, di cui 3 nel Vibonese — Vibo Marina, Sant'Onofrio e Vazzano — cioè il 17,6% del totale (3 su 17). Il Vibonese parla di un fermo di 5 giorni, dal 16 al 20 ottobre; Domani parla di almeno quattro giorni, da venerdì 16 ottobre fino a martedì 20 ottobre, promessi da tir, camion e trattori.

Diversa anche la lettura dei blocchi: ANSA scrive che la protesta Fedralog «prevede presidi ma non blocchi stradali» e non ha inciso sulla circolazione delle cisterne, mentre a Sant'Onofrio la strada è rimasta chiusa per un paio d'ore prima dell'intervento del questore.
Le consegne ripartono, il prezzo resta
Dal pomeriggio del 16 ottobre le aree di distribuzione calabresi hanno ricominciato a ricevere benzina e diesel dalle autobotti partite dai depositi di Vibo Valentia, dopo lo sblocco della raffineria Eni di Taranto e l'arrivo di prodotto a Vibo Marina: restano code ai distributori, ma più contenute. Il nodo è il listino. All'Esso di viale Affaccio, capienza 9.000 litri e autonomia di mezza giornata secondo il gestore, il rincaro del gasolio vale 369 euro sull'intera capacità (9.000 × 0,041), mentre la benzina è salita da 1,994 a 2,009 euro al litro, lo 0,75% in più (0,015 su 1,994).
Dasà, il gasolio sequestrato vale più di quello alla pompa
Guardia di Finanza e ADM hanno controllato 6 distributori della provincia e sequestrato 6.444 litri di gasolio all'impianto di Dasà, con punto di infiammabilità 49,5 °C contro il minimo di legge di 55 °C. Il gasolio sequestrato vale circa 15.500 euro, a cui si aggiunge il serbatoio da 15 metri cubi, del valore di circa 10.000 euro (Quotidiano del Sud), cioè circa 2,40 euro al litro per il solo carburante (15.500 su 6.444): più del 2,295 euro pagato dagli automobilisti alla pompa. Il fascicolo è alla Procura di Vibo Valentia per frode nell'esercizio del commercio, con la filiera di approvvigionamento ancora da ricostruire.
La richiesta del settore è un tavolo urgente: «Chiediamo al governo una urgente convocazione ad horas delle associazioni d'autotrasporto, altrimenti dovremo ricorrere alla valutazione di un fermo nazionale e si bloccherà il paese», ha detto Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto. Il ministro Lollobrigida ha definito «grave e intollerabile» che milioni di italiani rischino negozi privi di merce o con prezzi più alti; Derenzo ha replicato di non aver ascoltato l'intervento e di voler restare «a oltranza».
Le due crisi non hanno lo stesso calendario: secondo l'ANSA la situazione dovrebbe tornare alla normalità entro pochi giorni; la protesta, precisa la stessa agenzia, non ha inciso sulla circolazione delle cisterne, mentre il fermo scade il 20 ottobre e, secondo le cronache disponibili, non risultano convocazioni per il tavolo chiesto da Conftrasporto.
Fonti
- Gazzetta del Sud
- Corriere della Calabria
- ANSA.it
- Il Vibonese
- Il Quotidiano del Sud
- Domani
- Il Vibonese
- ANSA.it






