CCNI FMOF 2026/27: risorse ferme e nodi su ATA e continuità

Le risorse del Fondo per il miglioramento dell'offerta formativa restano ferme a 847,36 milioni di euro lordo Stato: gli stessi dello scorso anno, ma 300 milioni in meno rispetto al 2022, un calo del 25% rispetto ai circa 1,15 miliardi di allora. Al Ministero dell'Istruzione e del Merito il confronto sulla bozza di CCNI FMOF 2026/27 si è arenato su formazione, indennità ATA e continuità didattica: senza criteri verificabili e simulazioni, i sindacati non arrivano alla firma.

La dotazione FMOF 2026/27 resta ferma a 847,36 milioni

Il testo conferma 847,36 milioni di euro lordo Stato, identici all'anno precedente, da distribuire tra attività e indennità a carico delle scuole. Il confronto con il 2022 rende esplicita la riduzione strutturale: la dotazione era di circa 1,15 miliardi e i 300 milioni in meno equivalgono a un taglio nell'ordine del 25%. Le disponibilità risultano sostanzialmente invariate mentre crescono le attività che le scuole sono chiamate a sostenere.

Formazione e FIS: il nodo delle somme già vincolate

Le risorse per la formazione confluiscono nello stesso aggregato del FIS (Fondo dell'Istituzione Scolastica) e, secondo i sindacati, andrebbero incrementate per evitare che la formazione assorba somme che la contrattazione d'istituto potrebbe destinare ad altre prestazioni aggiuntive. Il CCNL 2019-2021, art. 36, comma 7 prevede la remunerazione delle ore di formazione ulteriori rispetto a quelle dell'art. 44, comma 4. Una parte del FIS è già vincolata: l'articolo 2 prevede 6,70 milioni per l'incremento dell'indennità variabile dei DSGA e 3,70 milioni per sostituzioni e incarichi ad interim. La bozza non consente di individuare con immediatezza quante risorse restino effettivamente a disposizione degli istituti.

Aula scolastica italiana moderna con risorse per la formazione, simbolo della dotazione FMOF per l'offerta formativa
La dotazione FMOF 2026/27 rimane ferma: le risorse per il miglioramento dell'offerta formativa della scuola italiana non aumenteranno.

Continuità didattica: i 20 milioni e l'indicatore del 47%

L'articolo 7 destina 20 milioni di euro alla continuità didattica dei docenti. La premessa indica l'obiettivo di evitare una concentrazione delle somme nelle stesse scuole, ma i criteri non permettono di verificare come saranno distribuite. Il testo prevede un indicatore con soglia del 47%, senza specificare formula, pesi o dati di riferimento, né offrendo una simulazione delle scuole beneficiarie. Il comma finale riconosce inoltre una quota aggiuntiva agli istituti già destinatari delle risorse di Agenda Sud. Prima della firma, i sindacati chiedono una simulazione scuola per scuola.

Indennità ATA, ore eccedenti ed economie da chiarire

Sull'indennità per le attività di assistenza del personale ATA (articolo 5), la bozza indica 700 euro lordo dipendente come importo di riferimento, ma lascia alla contrattazione d'istituto la determinazione effettiva e ne prevede l'assorbimento per chi ha una posizione economica. La richiesta è di salvaguardare le posizioni economiche e di usare le risorse per indennità e incarichi specifici per retribuire solo chi non ne è destinatario. ANIEF chiede la piena compatibilità tra posizioni economiche e incarichi specifici e di non decurtare le somme non utilizzate per le ore di sostituzione dei colleghi assenti. Sul fronte DSGA, il sindacato chiede di usare i risparmi del dimensionamento scolastico per aumentare la quota variabile dell'indennità di direzione, con parametro di complessità a 34,50 euro, e di certificare i risparmi previsti dall'articolo 9-ter del decreto PNRR.

Per le ore eccedenti la bozza presenta due meccanismi alternativi — uno basato sul numero dei posti, l'altro su un importo massimo di riferimento — da ricondurre a un criterio unico. L'articolo 78, comma 8, del CCNL stabilisce che il finanziamento debba essere adeguato ai fabbisogni. Resta da chiarire anche il quadro delle economie e risorse pregresse (articoli 9 e 10): il testo contrattuale non è stato registrato dalla Ragioneria Generale dello Stato per rilievi tecnici e dovrà essere modificato, allungando i tempi.

Cosa cambia per le scuole

Sul totale di 847,36 milioni, i 20 milioni della continuità didattica pesano appena il 2,36% (20 su 847,36), i 6,70 milioni dei DSGA lo 0,79% e i 3,70 milioni per sostituzioni e incarichi ad interim lo 0,44%. Letti insieme al calo del 25% rispetto ai 1,15 miliardi del 2022, questi numeri mostrano quanto margine resti limitato per la contrattazione d'istituto e quanto le nuove priorità siano coperte da risorse esigue. La firma del CCNI resta subordinata a un finanziamento stabile, a criteri di distribuzione chiari e a tempi certi di assegnazione alle scuole.

Fonti

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