Con un investimento di 320 milioni di euro, il Ministero dell’Istruzione ha firmato il contratto per la prima polizza sanitaria gratuita destinata al personale scolastico. È la più grande operazione di welfare mai realizzata nella pubblica amministrazione: 1,2 milioni di lavoratori — docenti, personale ATA, dirigenti e dipendenti ministeriali — avranno copertura per interventi chirurgici, maternità, prevenzione oncologica e non autosufficienza. La polizza parte in autunno, ma l’adesione non è automatica: chi trascura la procedura rischia di restare escluso.
Cosa copre la polizza: prestazioni e massimali
Il piano ha un massimale complessivo di 600.000 euro e include sia la grande patologia sia la prevenzione di base. Per interventi chirurgici e malattie gravi sono coperte la retta di degenza, le spese dell’équipe medica e le cure nei 90 giorni precedenti e successivi al ricovero. Sul fronte della maternità sono previsti rimborsi fino a 2.500 euro per il parto naturale e 4.000 euro per il cesareo in strutture private.
Il ventaglio di prestazioni comprende inoltre:
- una visita specialistica e una seduta di igiene orale all’anno;
- un pacchetto di prevenzione cardiovascolare;
- programmi di screening oncologico differenziati per genere;
- in caso di non autosufficienza permanente, un rimborso mensile di 500 euro per quattro anni.
Le compagnie (UniSalute, Intesa Sanpaolo Protezione, Poste Assicura) applicheranno sconti riservati ai dipendenti della scuola sulle prestazioni non coperte dalla polizza.

Chi può aderire e come: ruolo, precari e esclusioni
La platea include docenti a tempo indeterminato, supplenti con contratto fino al 30 giugno o 31 agosto, personale ATA, dirigenti scolastici e dipendenti del Ministero, compreso il personale in distacco. Restano esclusi, almeno in questa fase, i supplenti brevi e saltuari. Il ministero ha fissato un tetto massimo di 1,4 milioni di assicurati per assorbire eventuali nuovi contratti a tempo indeterminato.
L’adesione non scatterà in automatico. A settembre un’email raggiungerà circa 1,25 milioni di indirizzi istituzionali con la richiesta di consenso. Il personale di ruolo dovrà accettare una sola volta: la copertura varrà per l’intero quadriennio. I precari, invece, dovranno rinnovare il consenso ogni anno alla stipula del nuovo contratto. Senza questo passaggio, la polizza non si attiva.
Quanto costa allo Stato e il confronto con le critiche
I 320 milioni sono ripartiti in 80 milioni all’anno dal 2026 al 2029. Considerando 1,2 milioni di beneficiari, l’investimento medio annuo per lavoratore è di circa 67 euro. Una cifra contenuta, che secondo la Flc Cgil si traduce in prestazioni giudicate troppo limitate: il sindacato contesta la presenza di franchigie, percentuali di spesa a carico dei dipendenti e massimali di rimborso, oltre all’inclusione dei dirigenti e dei dipendenti ministeriali nella stessa platea finanziata dalla legge.
Di segno opposto la valutazione del ministro Giuseppe Valditara, che inquadra la polizza in «un sistema di welfare moderno e strutturato» costruito accanto ai rinnovi contrattuali e agli aumenti complessivi di 416 euro mensili. Sulla stessa linea il senatore della Lega Roberto Marti, presidente della Commissione Cultura del Senato, che definisce la misura «una svolta storica per il mondo della scuola».
La data di avvio operativo è fissata a ottobre, dopo la registrazione del contratto da parte della Corte dei conti e la pubblicazione del vademecum con le istruzioni per utilizzare le coperture. Per i lavoratori della scuola, la vera scadenza è l’email di settembre: ignorarla significa rinunciare a una tutela sanitaria integrativa che, pur con tutti i limiti segnalati dai sindacati, non ha precedenti per dimensioni e gratuità nel pubblico impiego italiano.
Fonti
- Al via l’assicurazione sanitaria
- Assicurazione sanitaria per il personale scolastico
- Italiaoggi.it
- Marti (Lega): storica assicurazione sanitaria gratuita
- Assicurazione sanitaria gratuita docenti






