La partita sul contratto del personale scolastico italiano all'estero parte con posizioni già distanti tra sindacati e ARAN. Il primo incontro tecnico del 6 luglio 2026 ha messo sul tavolo rivendicazioni che puntano a restituire alla contrattazione nazionale materie oggi regolate dal decreto legislativo 64/2017. L'agenzia negoziale ha respinto la richiesta di riportare mobilità, reclutamento e rapporto di lavoro sotto l'ombrello del CCNL, confermando la vigenza del decreto. Ma il confronto non è chiuso: la prossima riunione è già fissata per il 22 luglio, con l'ARAN che ha promesso approfondimenti con il MAECI sulle questioni sollevate.
Perché il decreto 64/2017 è il vero spartiacque
Il decreto legislativo 64/2017 ha sottratto alla contrattazione collettiva disposizioni fondamentali per chi lavora nelle scuole italiane all'estero. Un intervento che, secondo le sigle sindacali, ha generato disparità di trattamento e una moltiplicazione di contenziosi legali. Non è un caso che la FLC CGIL definisca questo passaggio come il momento in cui diversi diritti sono diventati «inesigibili».
La UIL Scuola, con Paolo Pizzo e Angelo Luongo, ha insistito per ricondurre tutto in sede contrattuale, puntando su procedure trasparenti e uniformi. L'ARAN ha ribadito il no. La CISL Scuola ha invece messo l'accento sulla mobilità «estero su estero», chiedendo che diventi materia di contrattazione piena e non semplice confronto, in linea con quanto prevede il decreto legislativo 165/2001.
Orario, ferie e sabato: cosa chiedono i sindacati
La bozza presentata dall'ARAN contiene alcuni punti su cui il fronte sindacale è compatto:

- Sabato non lavorativo: la FLC CGIL chiede di chiarire contrattualmente che il sabato non è giorno lavorativo, aspetto su cui la bozza attuale mantiene ambiguità. La CISL ha proposto soluzioni organizzative senza costi aggiuntivi, come l'esonero dalla presenza fisica per adempimenti formali (firme di cessazione, verbali).
- Ferie e presenza in sede: la richiesta è consentire al personale di lasciare la sede consolare durante la sospensione delle lezioni senza consumare giorni di ferie e senza che questi giorni rientrino nel computo dei 60 giorni di comporto.
- Formazione: i 5 giorni previsti dall'articolo 36 del CCNL 2019/2021 devono essere accessibili senza trattenute sull'Indennità di Sede Estera e senza pesare sul comporto.
Sul fronte risorse, la FLC CGIL punta a modificare l'utilizzo del MOF (Miglioramento Offerta Formativa) per retribuire le attività funzionali all'insegnamento, mentre la CISL insiste per una maggiore flessibilità nell'uso del fondo, così da evitare che risorse stanziate tornino indietro per mancato utilizzo.
Lettori, mandati e relazioni sindacali: il pacchetto aggiuntivo
Tre ulteriori nodi segnano la distanza tra le parti. Sul mandato all'estero, la FLC CGIL chiede di reinserirne la durata nel testo contrattuale, per chiudere la stagione di contenziosi aperti da interventi legislativi definiti «iniqui e discriminatori». Per i lettori, la richiesta è definire con precisione le mansioni – specie per gli incarichi extra-accademici – e aprire l'accesso al MOF.
Sulle relazioni sindacali, si punta a estendere tutele e durata delle assemblee, attivare il confronto sul reclutamento e fissare tempi certi per le contrattazioni d'istituto e dei corsi con almeno 15 lavoratori.
Un'occasione che mancava da vent'anni
La FLC CGIL esprime soddisfazione per l'inserimento nel CCNL 2025-27 di una sezione dedicata esclusivamente al personale scolastico all'estero: un risultato che non si vedeva da circa vent'anni. È un contenitore che può diventare lo strumento per ripristinare diritti compressi, ma la partita resta aperta proprio sui contenuti che vi entreranno.
Il quadro che emerge dal primo incontro è quello di un negoziato in cui l'ARAN si muove dentro i confini tracciati dal decreto 64/2017, mentre i sindacati provano a spostarli. Con il prossimo appuntamento del 22 luglio, il tempo per verificare se le aperture promesse dall'amministrazione saranno sostanziali o solo di metodo è questione di settimane.





