Le nomine per le supplenze del 2026/27 non si sono chiuse il 31 agosto: proseguono a ondate, e ogni posto che emerge in ritardo riscrive le assegnazioni già fatte. La nota n. 23352 del 10 settembre 2026 stabilisce chi — scuola o Ufficio scolastico — deve assegnare i posti rimasti liberi, mentre in Toscana 27 cattedre comparse nel secondo bollettino riaccendono la protesta dei precari.
La nota 23352: le graduatorie d'istituto si usano solo se il canale provinciale è esaurito
Le scuole possono attingere alle graduatorie d'istituto per una supplenza solo quando, per quella specifica tipologia di contratto, non risultano più aspiranti nominabili a livello provinciale. È il principio che la Direzione generale per il personale scolastico ha fissato dopo l'incontro dell'8 settembre 2026.
La verifica passa dal report su SIDI (percorso SIDI > Fascicolo Personale Scuola > Informatizzazione Nomine Supplenze) e va ripetuta per ogni tipologia: supplenza fino al 31 agosto, fino al 30 giugno su posto intero, spezzone orario. Se restano aspiranti provinciali, la scuola segnala la disponibilità all'Ufficio scolastico; se il bacino è esaurito, procede da sola.
Qui si vede il punto di attrito con la vicenda toscana: la nota distingue tra posti residui dopo un turno e disponibilità sopravvenute. Nel secondo caso, la scuola non può saltare direttamente alla graduatoria d'istituto; deve prima accertare su SIDI se il canale provinciale è ancora aperto. È una differenza procedurale, non una scelta sull'anzianità o sulla sede, ma produce un effetto pratico: il posto può restare sospeso in attesa del passaggio all'Ufficio scolastico.
| Situazione | Chi assegna la supplenza |
|---|---|
| Posto residuo dopo un turno, aspiranti provinciali esauriti | Graduatoria d'istituto |
| Nuova disponibilità, nessun aspirante provinciale nominabile | Graduatoria d'istituto |
| Nuova disponibilità con aspiranti provinciali ancora nominabili | Segnalazione all'Ufficio scolastico |
| Posto liberato da una rinuncia | Report SIDI, poi stessa procedura delle disponibilità sopravvenute |
In Toscana 27 cattedre emerse nel secondo bollettino
Nel secondo bollettino di nomine dell'USR Toscana, pubblicato il 10 settembre 2026 per la provincia di Lucca, sono comparsi 27 posti per incarichi annuali che non erano nel primo bollettino, uscito il 31 agosto in tardo pomeriggio. La FLC CGIL Lucca denuncia che quegli incarichi avrebbero garantito sedi più vicine alla residenza e contratti migliori, e che il loro inserimento tardivo capovolge assegnazioni già definite.
Qui il confronto tra le fonti è esplicito. La FLC CGIL legge i 27 posti come una scelta dell'amministrazione regionale che penalizza i precari; la nota ministeriale non entra nel merito di quella scelta, ma la inquadra nella casistica delle disponibilità sopravvenute. Le due fonti non divergono sui numeri — i 27 posti, il 31 agosto, il 10 settembre — ma divergono sul significato da attribuire al ritardo: per il sindacato è un errore politico che rimette in gioco assegnazioni; per la nota è un caso da gestire con la verifica SIDI e l'eventuale segnalazione all'Ufficio scolastico.

Il sindacato sostiene che bloccare quei posti non avesse senso, perché dal 1 settembre le cattedre sarebbero comunque andate ai precari, e chiede chiarezza: «Basta giocare sulla pelle dei precari».
GPS I fascia sostegno: contratto firmato ma non visibile, stipendio di settembre bloccato
La UIL Scuola ha segnalato al Ministero una criticità che riguarda i docenti individuati da GPS I fascia sostegno con contratto finalizzato al ruolo nell'anno scolastico 2025/2026, poi destinatari di assegnazione provvisoria per il 2026/2027. La procedura è disciplinata dal DM 111/2024.
Molti hanno sottoscritto digitalmente il contratto a tempo indeterminato, ma non riescono a visualizzarlo nel sistema e non hanno la retribuzione di settembre attivata. Il passaggio richiede la firma presso la scuola di titolarità e, in parallelo, presso quella di assegnazione provvisoria: un disallineamento tra i due adempimenti blocca l'acquisizione del contratto. La UIL chiede indicazioni operative uniformi e un intervento urgente. Il MIM non aveva fornito riscontro pubblico.
Cosa cambia per chi attende una nomina
Dal 1 settembre al bollettino del 10 settembre passano 9 giorni: chi ottiene uno dei 27 incarichi toscani firma un contratto che parte con nove giorni di ritardo rispetto all'avvio dell'anno scolastico, mentre chi era già stato nominato non rientra in gioco. I due fronti — la nota ministeriale e la protesta toscana — si incrociano proprio qui: i posti emersi dopo un turno rientrano nella casistica delle disponibilità sopravvenute, per cui le scuole devono prima verificare su SIDI se esistono ancora aspiranti provinciali nominabili. Due canali, un solo bacino di aspiranti.
Il calcolo derivato rende l'effetto meno astratto: 27 posti su 9 giorni equivalgono a una media di 3 cattedre al giorno; se si moltiplica il ritardo per i contratti coinvolti, 27 x 9 dà 243 giorni di ritardo cumulato. Non è una cifra presente nelle fonti, ma deriva dai numeri della FLC CGIL e dalla data del bollettino. Sul fronte UIL, invece, il collegamento è tra due dati che nelle fonti restano separati: la firma digitale e la retribuzione di settembre. Se il contratto non viene acquisito per un disallineamento tra scuola di titolarità e scuola di assegnazione, il blocco non resta un problema di visibilità sul sistema: diventa mancato avvio dello stipendio di settembre per docenti già individuati da GPS I fascia sostegno.
La trasparenza, in questa fase, non dipende dal testo della nota ma dai tempi con cui gli Uffici scolastici alimentano i bollettini.






