Buono pasto ATA, emendamento Anief: 4 euro al giorno

Quattro euro a pasto per circa 200 giornate di servizio effettivo: è quanto l'emendamento al decreto Scuola riconoscerebbe ai Funzionari EQ con incarico di DSGA. Una sperimentazione con un onere stimabile in circa 6,8 milioni di euro l'anno dal 2027, cioè appena il 4,25% dei circa 160 milioni che servirebbero per portare lo stesso beneficio a tutti i circa 200.000 ATA. Si può leggere come una misura il cui valore sta meno nell'importo e più nel principio: estenderebbe in via sperimentale ai Funzionari EQ/DSGA un trattamento già riconosciuto ad altre categorie del pubblico impiego.

Il buono pasto entra nel decreto Scuola in via sperimentale

L'emendamento inserisce, dopo il comma 13 del decreto, il riconoscimento del buono pasto per le giornate di effettivo servizio ai Funzionari dell'Area delle Elevate Qualificazioni con incarico di DSGA, secondo criteri e limiti già previsti per le altre categorie del pubblico impiego. La misura è sperimentale e rinvia a un decreto del Ministro dell'istruzione e del merito, di concerto con il MEF, per le modalità di erogazione e l'eventuale estensione al restante personale ATA.

La proposta è arrivata dopo l'audizione in Senato del presidente nazionale Anief Marcello Pacifico. Il decreto è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 24 settembre ed è finito in Gazzetta Ufficiale nella notte tra il 30 settembre e il 1° ottobre: la conversione in legge deve chiudersi entro fine novembre, con il ddl atteso in Aula al Senato dal 3 al 5 novembre.

Quanto costa: circa 6,8 milioni nel 2027, circa 160 per tutta l'ATA

Con un buono da 4 euro — pari al limite di esenzione fiscale per i buoni pasto cartacei — per circa 200 giornate annue, ogni beneficiario pesa 800 euro l'anno (4 × 200). Moltiplicando per i circa 8.500 Funzionari EQ/DSGA si arriva a circa 6,8 milioni annui dal 2027 (800 × 8.500).

VoceFase 1: soli EQ/DSGAEstensione a tutto l'ATA
Beneficiaricirca 8.500circa 200.000
Valore buono4 euro4 euro
Giornate annuecirca 200circa 200
Costo annuocirca 6,8 milioni dal 2027circa 160 milioni

La copertura della prima fase passa per una corrispondente riduzione del FISPE: Anief indica questa sigla, mentre Orizzonte Scuola scrive "FISP". Una differenza di denominazione che sembra non cambiare la sostanza del meccanismo, ma che andrà chiarita nel testo definitivo.

Vassoio con pasto su un tavolo di una mensa scolastica luminosa, simbolo del buono pasto per il personale ATA
L'emendamento propone un buono pasto da 4 euro per il personale ATA e i Funzionari EQ, in via sperimentale.

Carta docente, collaboratore vicario e GLO: gli altri emendamenti Anief

Il buono pasto non è l'unica proposta depositata dopo l'audizione. Il pacchetto tocca quattro snodi:

  • Buono pasto per Funzionari EQ/DSGA e possibile estensione all'ATA (emendamenti 7.99, 7.100, 7.101);
  • Carta del docente estesa al personale amministrativo, tecnico e ausiliario di ruolo, con importi e criteri fissati da decreto ministeriale (7.87, 7.88);
  • Collaboratore vicario del dirigente scolastico, istituito in tutte le scuole dall'anno scolastico 2026/2027 tra i collaboratori con triennio di formazione volontaria incentivata (7.93);
  • GLO telematico, per sopperire all'assenza della componente convocata tramite partecipazione online (1.81).

Cosa cambia per chi lavora in segreteria

Il punto è la proporzione tra le due fasi: gli 8.500 Funzionari EQ/DSGA equivalgono al 4,25% delle circa 200.000 unità ATA (8.500 / 200.000). In pratica la sperimentazione riguarda una platea ristretta e lascia la parte più consistente della misura a un decreto successivo, dentro i limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente.

Pacifico rivendica proprio questo passaggio: «La misura estende al personale Eq/Dsga della scuola un trattamento già riconosciuto ad altre categorie di pubblico impiego, nell'ambito del confronto in corso al Mim sul personale Ata. È giunta l'ora di introdurre il Buono pasto, lo diciamo da troppo tempo».

Per chi lavora nelle segreterie il segnale operativo è chiaro: il testo rinvia a un decreto MIM-MEF per modalità di erogazione ed eventuale estensione. E il tetto di 4 euro coincide con il limite di esenzione fiscale per i buoni pasto cartacei, non con un valore scelto a caso.

Se la sperimentazione passa, il beneficio per ogni avente diritto sarebbe di 800 euro annui a testa (4 euro × 200 giornate).

Fonti

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