Protesta studentesca, scuole occupate contro Valditara

Da Genova a Palermo, la mobilitazione contro le riforme del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha cambiato forma: ai cortei si sono aggiunte le occupazioni, arrivate a coinvolgere 14 istituti superiori nel solo territorio fiorentino, secondo le forze dell'ordine. Il punto vero, però, è il calendario: tra il 23 e il 30 ottobre si concentrano cortei, occupazioni e uno sciopero generale, e a Viadana le famiglie sono già state invitate ad accompagnare e riprendere i figli a scuola il 29 ottobre.

Le occupazioni: 14 istituti a Firenze, il Marsano dal 19 ottobre

Nelle città del Centro-Nord l'occupazione sembra essere diventata una delle forme principali della protesta. A Firenze coinvolge licei e istituti tecnici come il Castelnuovo, il Peano, il Galileo, il Michelangelo, il Duca d'Aosta e il Gramsci, più l'hinterland con il Sassetti Peruzzi a Scandicci e il Calamandrei a Sesto Fiorentino; i dirigenti hanno segnalato la situazione alle forze dell'ordine. Al Gramsci le porte si sono chiuse alle 8:00 con un manifesto che parla di «atto di disobbedienza civile in un mondo che non ci ascolta», e un gruppo direttivo di circa 50 studenti gestisce la notte e i turni di custodia.

A Genova il Marsano di Molassana è occupato dal 19 ottobre, con uno striscione affisso all'esterno; al Gastaldi di Sampierdarena, aggiuntosi a Einaudi, Casaregis, Galilei e Majorana-Giorgi, gli studenti hanno inviato una lettera ufficiale al dirigente, ai docenti e al personale Ata parlando di «una scelta drastica e necessaria». A Prato il Datini ha visto un lucchetto al cancello alle 7:00, rimosso dopo il confronto con la dirigente Francesca Zannoni, con il gruppo rimasto fuori disperso intorno alle 10:00.

Palermo, San Severo e Trento: la piazza resta accesa

A Palermo il 21 ottobre sono stati occupati i licei Umberto I e Vittorio Emanuele II, mentre gli studenti di Cassarà, Majorana e Nautico hanno manifestato fino al presidio degli autotrasportatori al Molo Santa Lucia; il corteo della Rete Studentesca Palermo è fissato per il 23 ottobre alle 9.00 in piazza Marina. «Siamo stati ignorati dopo cortei e assemblee», dice Gaia Noemi, rappresentante dell'Umberto I. A San Severo, in provincia di Foggia, quasi 2.000 studenti hanno attraversato la città sotto la pioggia con lo slogan «Più scuola, più futuro»; il conteggio è però una stima degli organizzatori, non un dato delle forze dell'ordine. A Trento gli studenti del Prati hanno sfilato in centro: «molti erano in classe perché oggi non c'era sciopero», ha raccontato Alberto De Ferrari Sapetto, rappresentante del liceo Da Vinci tra gli organizzatori.

Corridoio luminoso di una scuola occupata, con materassini, zaini e lenzuola, simbolo della protesta studentesca
Contro le riforme Valditara gli studenti occupano i licei, mentre cortei e sciopero si concentrano tra il 23 e il 30 ottobre.

Caro vita, tagli e riforma dei tecnici

Le rivendicazioni convergono su pochi nodi: caro vita, tagli all'istruzione, riforma degli istituti tecnici, tetto del 30% di alunni stranieri per classe, alternanza scuola-lavoro e spesa militare. «Non chiediamo privilegi, ma diritti. Non chiediamo promesse, ma investimenti», hanno scritto gli organizzatori del corteo di San Severo. Al Gramsci gli studenti contestano i 4,56 miliardi destinati alla difesa a fronte di una spesa per la scuola ferma al 3,9% del Pil; la media europea indicata dagli studenti palermitani è del 4,7%.

Il divario tra i due valori è di 0,8 punti percentuali: calcolando 0,8 su 4,7, la spesa italiana risulta inferiore di circa il 17% alla media europea citata. A Ravenna i genitori del Consiglio d'istituto del Nullo Baldini hanno sposato le ragioni dell'occupazione, durata tre giornate di lezione, chiedendo risposte formali al ministero sugli effetti della riforma dei tecnici.

Dal 23 al 30 ottobre: il calendario che preoccupa

Il 29 ottobre è la data cerchiata a Viadana: l'associazione Arces, con il presidente Giuseppe Guarino, ha chiesto ai genitori di accompagnare e riprendere personalmente i figli, precisando di non voler contestare il diritto di protesta ma invitando a esprimerlo in modo pacifico. La dirigente dell'Is Sanfelice, Michela Dall'Asta, ha scritto che interrompere un pubblico servizio o danneggiare beni «non sono semplici espressioni di dissenso: sono atti che comportano precise responsabilità civili e penali, oltre a severe sanzioni disciplinari».

A Roma il sedicente Movimento 17 ottobre invita via Instagram e Telegram a scendere in piazza ogni sabato al Circo Massimo, in una mappa che comprende 8 città. Sabato scorso sono state identificate 60 persone, 11 delle quali provenienti da altre province e quasi tutte sotto i 18 anni. «Mi preoccupano, come tutti, queste manifestazioni violente», ha dichiarato il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Il passaggio più delicato resta lo sciopero generale Usb del 30 ottobre, dove il rischio è che gruppi estranei si infilino in cortei spontanei privi di regia.

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