CCNL dirigenti scolastici: firma definitiva, aumenti del 6% e oltre 6.300 euro di arretrati

Oggi all'ARAN è stato sottoscritto il contratto dei dirigenti scolastici per il triennio 2022-2024. L'accordo chiude un ritardo contrattuale che durava da anni e mette nelle buste paga aumenti medi di 320 euro lordi mensili (importo che comprende l'indennità di vacanza contrattuale e le anticipazioni già corrisposte), con arretrati che superano i 6.300 euro per chi era in servizio entro il 31 dicembre 2023. Il testo era stato congelato dall'11 maggio scorso, quando era stata firmata l'ipotesi: la Corte dei Conti ha dato il via libera, e da domani tutte le novità economiche e normative entrano in vigore.

Quanto valgono gli aumenti in busta paga

Lo stipendio tabellare annuo lordo sale a 50.005,73 euro, con un incremento a regime di 2.990 euro rispetto ai 47.015,73 precedenti. La retribuzione di posizione parte fissa passa da 13.345,11 a 14.515,11 euro annui (+1.170 euro). L'aumento mensile effettivo dal 1° gennaio 2024 è di 185,27 euro sulla parte tabellare e di 90 euro sulla retribuzione di posizione. Questi incrementi "effettivi" rappresentano la parte effettivamente nuova dell'aumento, mentre i 320 euro medi a regime già considerano anche le anticipazioni e l'indennità di vacanza contrattuale riconosciute in precedenza.

Gli arretrati per i dirigenti in servizio entro fine 2023 ammontano a 6.337,82 euro lordi, calcolati al 31 agosto 2026.

Il Fondo Unico Nazionale riceve un'iniezione stabile di 11 milioni di euro dal 2024, più un ulteriore incremento di 1.280.000 euro dal 2025, pari allo 0,22% del monte salari 2021.

Cosa cambia su mobilità, ferie e sanzioni disciplinari

La mobilità interregionale vede un ampliamento significativo: la quota di posti vacanti riservati ai trasferimenti tra regioni sale dal 60% all'80%. Sulle ferie, se non fruite per esigenze di servizio o personali indifferibili, il termine di godimento si allunga fino alla fine dell'anno scolastico successivo (prima era il semestre).

I permessi per lutto (3 giorni) potranno essere presi entro 15 giorni lavorativi dal decesso, anche in modo non consecutivo, rispetto ai 7 giorni della disciplina precedente. Sul fronte disciplinare, la soglia per il licenziamento in caso di recidiva nel biennio sale da 20 a 30 giorni di sospensione.

Ufficio scolastico con scrivania in legno e penna stilografica, ambiente per la firma del contratto dei dirigenti scolastici
Una scrivania e una penna in un ufficio scolastico evocano la firma che porta aumenti e arretrati ai dirigenti.

Il periodo di prova viene ammorbidito: se il dirigente non matura i 6 mesi di servizio effettivo nell'anno di assunzione per malattia, si conteggiano anche i periodi svolti nell'anno scolastico precedente.

Sindacati: "Subito il negoziato 2025-2027"

Tutte le sigle firmatarie spingono per aprire immediatamente la stagione successiva. Giuseppe D'Aprile, segretario generale UIL Scuola, parla di «risultato importante» ma aggiunge: «È necessario proseguire senza interruzioni il confronto negoziale, allineando i rinnovi ai periodi di vigenza».

Gianna Fracassi (FLC CGIL) definisce la firma «un traguardo importante, ma non un punto di arrivo» e sollecita l'equiparazione economica della dirigenza scolastica alle altre dirigenze pubbliche, oltre alla piena mobilità interregionale senza vincoli percentuali.

Ivana Barbacci (CISL Scuola) ha dedicato la firma a Paola Serafin, sindacalista scomparsa esattamente un anno fa: «Il 6 agosto dello scorso anno, infatti, ci lasciava Paola Serafin, a lungo protagonista nell'impegno che la nostra organizzazione ha profuso per la valorizzazione della dirigenza scolastica e diventata nel tempo un punto di riferimento apprezzato e autorevole per l'intera categoria. Per questo vogliamo dedicare a Paola la firma di un rinnovo che, per una singolare e significativa coincidenza, avviene proprio nel primo anniversario della sua scomparsa».

Il ministro Valditara ha annunciato che l'Atto di indirizzo per il triennio 2025-2027 sarà definito a breve: «La stagione dei blocchi contrattuali è definitivamente chiusa».

La partita vera ora è il recupero del divario retributivo con le altre aree della dirigenza statale. Su questo, il contratto 2022-2024 ha messo un primo mattone: 320 euro lordi al mese in più. Ma il grosso del riallineamento è rimandato al prossimo negoziato.

Fonti

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