Il 10 luglio 2026 segna un momento di svolta per diverse scuole italiane, con una raffica di trasferimenti e nuove nomine che ridisegnano la geografia dirigenziale di licei e istituti comprensivi. A Roma, il passaggio della preside Gemma Stornelli dal Liceo Tasso all’istituto comprensivo Virgilio ha colto di sorpresa l’intera comunità scolastica. A Firenze, la fusione tra due licei classici storici apre una partita con 100 aspiranti presidi in lizza. Dietro le procedure burocratiche, emerge un racconto fatto di eredità pesanti, crisi gestite e malumori che non sempre trovano risposta nelle logiche della mobilità regionale.
Il caso Tasso: dialogo e comunità non bastano a fermare un trasferimento
Al Liceo classico Torquato Tasso di Roma, nel cuore del rione Ludovisi, nessuno si aspettava la partenza della dirigente Gemma Stornelli. A settembre guiderà l’istituto comprensivo Virgilio, che comprende primaria e secondaria di primo grado: non più un liceo, quindi. La decisione ha sorpreso anche la stessa interessata, stando a quanto riferiscono i genitori.
«Non ce lo aspettavamo e, da quello che sappiamo, non se lo aspettava neanche lei», ha dichiarato Maria Palazzo, presidente uscente del Comitato genitori del Tasso. La Stornelli era arrivata due anni fa raccogliendo l’eredità del preside Paolo Pedullà e, racconta Palazzo, «nella sua permanenza qui è riuscita a conquistare tutti».
Il trasferimento arriva al termine di un anno scolastico segnato dall’inchiesta su un professore di Filosofia della scuola, 55 anni, indagato per atti persecutori e molestie verso alcune studentesse e sospeso dall’insegnamento per un anno. Alcuni docenti ipotizzano che la vicenda possa aver pesato sulla decisione del Ministero, anche se non emergono elementi che colleghino direttamente l’inchiesta al trasferimento. Al Tasso arriverà Alessio Santagati.
Il Giulio Cesare e il Gullace: due addii, due scuole sotto pressione
Non è il solo cambio in programma nella Capitale. Paola Senesi lascia il Liceo Giulio Cesare di corso Trieste dopo nove anni per dirigere l’istituto comprensivo Falcone e Borsellino. La sua uscita era nota da mesi, ma i docenti l’hanno accolta «con sorpresa e stupore», firmando una lettera in cui riconoscono il lavoro fatto in un anno difficilissimo, segnato dalla scoperta di due liste stupri, occupazioni, atti vandalici e minacce.

Al Liceo Gullace, la reggente Rosanna Labalestra — che aveva guidato la rinascita dopo il doppio incendio della succursale dell’ottobre 2024 — non sarà confermata. La notizia ha scatenato proteste e sit-in, ma l’Ufficio scolastico regionale ha assegnato la dirigenza a Linda L’Amante, che rientra a Roma con mobilità interregionale. Cambi anche al Plinio Seniore, dove Anna Santaniello prende il posto di Elena Zacchilli.
A settembre, diversi istituti comprensivi capitolini accoglieranno nuovi dirigenti: tra questi, l’IC di via Anagni, dove l’amata preside Maura Frasca è andata in pensione, l’IC Piaget-Majorana e l’IC Largo Dino Buzzati.
La partita toscana: 100 candidati per il Galileo Michelangiolo
A Firenze, la sfida è diversa: assegnare la guida del neonato liceo classico Galileo Michelangiolo, nato dalla contestatissima fusione tra lo storico Michelangiolo e il Galileo. La dirigente del Galileo, Liliana Gilli, è andata in pensione proprio in coincidenza con l’accorpamento, imposto dai parametri ministeriali e osteggiato da studenti, genitori e Regione.
Per i 46 posti di dirigente scolastico disponibili in Toscana (più 8 temporanei) sono arrivate un centinaio di candidature. Solo per il Galileo Michelangiolo se ne contano una decina. Le nomine sono attese entro il 20 luglio, quando si conoscerà lo scacchiere completo. Le assegnazioni seguono un ordine di priorità a cinque scaglioni di mobilità regionale, più un sesto per la mobilità interregionale: prima le conferme, poi i presidi soprannumerari da accorpamenti, infine i mutamenti per casi eccezionali.
Un meccanismo che sposta i presidi dove serve (ma le comunità reagiscono)
La mobilità dirigenziale risponde a logiche amministrative e di riorganizzazione della rete scolastica. Eppure, i casi romani mostrano un pattern ricorrente: presidi apprezzati per ascolto e capacità di costruire comunità vengono spostati verso istituti comprensivi, mentre alle loro spalle restano scuole che hanno attraversato crisi profonde. La Stornelli andava al Tasso in un momento complicato e in due anni ha fatto risalire le iscrizioni; la Senesi ha retto il Giulio Cesare in uno degli anni più tempestosi della sua storia recente. In entrambi i casi, la risposta delle comunità è stata di dispiacere, quando non di aperta protesta. Non è detto che il trasferimento sia una punizione: può anche essere, come ipotizza il Comitato genitori del Tasso, un riconoscimento. Ma il cortocircuito emotivo resta, e settembre dirà se le nuove nomine sapranno raccogliere eredità così ingombranti.





