Garante Privacy 2025: IA, registro elettronico e consenso genitori a scuola

La Relazione annuale 2025 del Garante per la protezione dei dati personali, pubblicata oggi 5 luglio 2026, mette la scuola al centro di un rinnovato sistema di tutele. L’Autorità fissa paletti più rigidi sull’uso dell’intelligenza artificiale e sulla sicurezza del registro elettronico, e ribadisce un principio destinato a cambiare le abitudini delle famiglie: per pubblicare online immagini di figli minori di 14 anni serve il consenso esplicito di entrambi i genitori.

Intelligenza artificiale in classe: trasparenza e tutele obbligatorie

L’integrazione di sistemi di IA nella didattica richiede la massima trasparenza sul trattamento dei dati personali degli studenti. Scuole e fornitori devono indicare con chiarezza finalità, soggetti coinvolti e garanzie di sicurezza, rispettando i principi di centralità della persona, etica e proporzionalità. Il Garante ha espresso parere favorevole allo schema di decreto ministeriale sulla Piattaforma Unica, ma ha vincolato l’uso dell’intelligenza artificiale a criteri stringenti: nessuna tecnologia può essere adottata senza una valutazione approfondita dei dati raccolti, di come vengono conservati e da chi sono trattati.

Registro elettronico e data breach: 2.415 violazioni nel 2025

Sono state 2.415 le violazioni di dati personali notificate all’Autorità nel 2025, in aumento rispetto all’anno precedente. Una parte di queste ha riguardato le istituzioni scolastiche, coinvolgendo credenziali, documenti e informazioni sensibili degli alunni. Il Garante richiama le scuole a rafforzare la sicurezza del registro elettronico: accessi controllati, protezione delle credenziali e applicazione del principio di minimizzazione – i dati vanno trattati solo quando sono strettamente necessari. Le attività ispettive citate nella Relazione confermano che il registro elettronico resta un punto critico nella protezione dei dati di studenti e famiglie.

Garante privacy: relazione 2025 con nuove indicazioni per la scuola
Docente e studente durante una lezione in un'aula universitaria. Foto di Gera Cejas su Pexels

Il vademecum aggiornato e le chat di classe

L’Autorità ha aggiornato la guida «La scuola a prova di privacy», offrendo indicazioni pratiche per DPO, dirigenti, docenti e famiglie. Particolare attenzione è dedicata alla riservatezza degli alunni con DSA e disabilità, per i quali la diffusione di informazioni non pertinenti negli scrutini o in altri atti amministrativi può rappresentare una violazione. Sul fronte delle comunicazioni informali, il Garante raccomanda di limitare l’uso delle chat di classe per messaggi ufficiali e di non divulgare foto, video o dati personali di minori senza l’espresso consenso degli interessati o delle loro famiglie.

Immagini dei minori sui social: scatta l’obbligo del doppio consenso genitoriale

Il Garante è intervenuto su un caso concreto: una madre aveva pubblicato sui propri profili social fotografie dei figli infraquattordicenni senza il consenso del padre. L’Autorità ha dichiarato illecito il trattamento delle immagini, chiarendo che la pubblicazione online non è una semplice condivisione familiare ma un trattamento di dati personali che richiede una base giuridica adeguata. Quando la responsabilità genitoriale è condivisa, il consenso di un solo genitore non basta. Il provvedimento, che ha vietato alla donna di pubblicare altre foto senza il consenso di entrambi, è accompagnato da un ammonimento formale. Il profilo social privato non elimina i rischi: le immagini possono essere salvate, inoltrate e ricondivise, sfuggendo al controllo degli adulti. Dopo i 14 anni, il minore deve essere coinvolto direttamente nelle decisioni sulla propria identità digitale.

Il richiamo sul doppio consenso e le nuove regole su IA e registro elettronico segnano un passaggio da linee guida spesso disattese a paletti operativi. Per le scuole significa rivedere le policy sugli strumenti digitali, verificare i contratti con i fornitori e formare il personale sulla gestione dei dati. Per le famiglie significa che nessuna foto dei figli può finire online senza un confronto preventivo tra genitori. La Relazione 2025 sposta la tutela della privacy da principio astratto a pratica quotidiana, dentro e fuori l’aula.

Fonti

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