25 miliardi per la scuola: gli studenti parlano di briciole

Venticinque miliardi tra fondi nazionali e Pnrr per scuole e studentati: per il governo un risultato, per gli studenti briciole. La distanza non è di cifre. Conta quanti posti letto restano pubblici: secondo l'Udu appena il 3,8%.

Alla scuola 23 miliardi, il 92% del totale

All'edilizia scolastica vanno 23 miliardi su circa 25, cioè il 92% del totale (calcolo: 23/25), spalmati tra nidi, mense, palestre e riqualificazioni. Per Rete degli studenti e Udu il problema è proprio la frammentazione: troppi filoni aperti a fronte di risorse che non bastano.

Il caso Roma lo mostra. La città metropolitana ha speso 220 milioni tra messa in sicurezza, problemi statici, amianto e recupero di plessi abbandonati. Per chiudere i cantieri più urgenti servono altri 80 milioni per almeno 70 scuole, 60 delle quali a Roma: circa 1,14 milioni a plesso (80 milioni / 70 scuole ≈ 1,143 milioni). «Da 4 anni chiediamo al governo e alla Regione di darci una mano», dice Daniele Parrucci, delegato del sindaco: «lo stesso ministro Valditara ci aveva promesso in una occasione 3,8 milioni che non sono mai stati erogati».

Aula studio luminosa con tavoli in legno e finestre, simbolo dei fondi per studentati ed edilizia scolastica
Venticinque miliardi tra fondi nazionali e Pnrr, ma per gli studenti il nodo resta quanti posti letto restano pubblici.

Studentati: metà dei posti è ancora da consegnare

Il Pnrr ha stanziato 1,2 miliardi per le residenze universitarie, più poco più di un miliardo di fondi nazionali e 200 milioni attesi nei prossimi giorni. Il target di 60mila posti è superato: ne sono previsti 63.200. Realizzati finora 33.000, il 52,2%; gli altri 30.200 arriveranno nel nuovo anno, su atti d'obbligo già firmati. Solo il 3,8% è pubblico: il resto lo gestiscono privati con prezzi calmierati per 12 anni, dopo i quali l'obbligo di tenere la struttura come studentato decade.

Quanto costa una stanza: le due versioni

L'Udu parla di circa 800 euro per una singola, fino a 1.200 in alcune località; il Mur replica che le doppie costano 500-550 euro utenze comprese e le singole al massimo 800, e ricorda i circa 20mila posti destinati al diritto allo studio, a costo zero. Divergenza anche su Rimini: per Giulia Papandrea dell'Udu lo studentato sul lungomare «sicuramente diventerà un hotel», con «speculazione con soldi Pnrr»; il Mur risponde che il Pnrr consentiva solo di convertire e recuperare l'esistente, non di costruire.

Il nodo che i 25 miliardi non sciolgono

Il punto debole non è lo stanziamento ma la composizione. Secondo l'Udu solo il 3,8% dei posti è pubblico e il resto è gestito da privati con prezzi calmierati per 12 anni. Il Mur indica invece circa 20mila posti destinati al diritto allo studio a costo zero, pari a circa un terzo dei 63.200 previsti: si tratta di un dato sull'accesso, non sulla proprietà, e le due cifre non vanno sommate. Il ministro Valditara, in un video su Facebook, rivendica gli investimenti, respinge le accuse di tagli e avverte: «Partiamo da dati veri». Per Antonio Masini della Rete degli studenti invece «oltre 170 miliardi in sei anni sono andati a bonus edilizi e Superbonus 100% ma alla scuola sono arrivate solo briciole», e chiede il 5% del Pil per l'istruzione.

Per uno studente in cerca di stanza, la differenza tra 25 miliardi e briciole sembra misurarsi su un aspetto decisivo: quanto resta pubblico dopo il dodicesimo anno.

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