Sei docenti, il DSGA e un piano preciso: non un viaggio premio, ma un investimento chirurgico su inclusione, inglese e gestione delle classi. La mobilità Erasmus+ appena conclusa a Spalato dall’Istituto Comprensivo “Giovanni XXIII” di Recale mostra cosa significa fare internazionalizzazione senza scivolare nel turismo formativo. Perché qui ogni partecipante aveva un percorso ritagliato sul proprio gap professionale, e l'obiettivo dichiarato è di integrare il ritorno in classe nel PTOF.
Cosa hanno imparato i docenti a Spalato?
Dal 20 al 24 luglio 2026, il gruppo ha lavorato presso il Centro MAKSIMA TC – Erasmus Courses di Spalato, totalizzando 25 ore certificate di formazione. I percorsi erano tre, distinti per obiettivo.
I docenti Gabriele Tartaglione, Tiziana Di Caprio, Angelina Mastroianni e il DSGA Ercole Di Rubbo hanno seguito attività di job shadowing, osservando da vicino le pratiche croate su inclusione scolastica, gestione di classi eterogenee e metodologie didattiche innovative.
Maria Rosaria Schiavo ha frequentato il corso “English Learning for All: Speak English, Read English and Write English with Confidence”, pensato per potenziare l’inglese nella comunicazione professionale internazionale.
Vincenza Abussi e Raffaella Francavilla hanno invece seguito l’“English Course for Absolute Beginners”, un percorso pratico per rafforzare le competenze linguistiche di base.
La scelta di mandare il DSGA insieme ai docenti non è un dettaglio amministrativo: segnala che la dirigente Matrona De Matteis sta lavorando sull’intera architettura organizzativa della scuola, non solo sulla didattica frontale.

Oltre la gita: l’impatto sul Piano Triennale dell’Offerta Formativa
Il team rientrato da Spalato ha già avviato la restituzione al collegio docenti. L’obiettivo dichiarato è integrare le buone pratiche osservate direttamente nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa dell’istituto.
Cosa cambia nella sostanza:
- Le strategie di inclusione osservate in contesti croati, dove le classi multilingue sono la norma da anni, entrano nella cassetta degli attrezzi dei docenti di Recale.
- I due percorsi di inglese, uno base e uno avanzato, creano un nucleo di personale con competenze linguistiche differenziate ma complementari, utile per futuri scambi e progetti europei.
- Il job shadowing su classi eterogenee offre modelli alternativi alla gestione tradizionale dell’aula, testati in un sistema scolastico diverso da quello italiano.
La combinazione di questi tre assi – metodologico, linguistico, gestionale – è ciò che distingue una mobilità strutturata da una trasferta generica.
Perché funziona: formazione differenziata e restituzione interna
L’elemento che salta agli occhi, confrontando le tre fonti che hanno coperto la notizia, è la precisione con cui sono stati assegnati i percorsi: nessun “corso uguale per tutti”, ma un matching tra fabbisogni individuali e offerta formativa del centro di Spalato.
Questo approccio a formazione differenziata risolve il problema classico delle mobilità Erasmus+: inviare personale all’estero senza un disegno chiaro di cosa portare a casa. Qui il disegno c’è, e si vede nei nomi, nei corsi e nella presenza del DSGA accanto ai docenti.
La vera prova sarà la ricaduta in aula nell’anno scolastico 2026-2027. Se il materiale raccolto a Spalato entrerà davvero nella programmazione quotidiana, il “Giovanni XXIII” avrà trasformato una settimana di luglio in un moltiplicatore di competenze per l’intera comunità scolastica di Recale.






