L’Università di Padova si conferma al vertice dei mega atenei statali con 91,2 punti, davanti a Bologna (87,8) e alla Sapienza di Roma (86,0) che scavalca Pisa. È la fotografia scattata dalla classifica Censis 2026/2027, pubblicata il 14 luglio e diventata uno strumento chiave per l’orientamento di migliaia di matricole. Accanto alla solidità dei grandi atenei, i dati segnano una crescita decisa degli studenti internazionali e dei diplomati provenienti dagli istituti professionali.
Padova e Bologna dominano i mega atenei; la Calabria svetta tra i grandi
Tra i mega atenei (oltre 40.000 iscritti) la classifica vede Padova mantenere la prima posizione per il terzo anno consecutivo. Bologna resta al secondo posto con 87,8 punti, mentre la Sapienza di Roma, con 86,0 punti, supera Pisa (85,5), che arretra al quarto. Dietro di loro, la Statale di Milano (85,3) e Firenze (84,7) completano le prime sei posizioni. Chiude la graduatoria la Federico II di Napoli con 74,2 punti, dietro a Bari (79,7). “Accogliamo con responsabilità”, ha dichiarato all’Ansa la rettrice di Padova Daniela Mapelli, leggendo nel risultato lo stimolo a investire ancora su qualità, ricerca e diritto allo studio.
Nella fascia dei grandi atenei statali (20.000-40.000 iscritti) l’Università della Calabria guida con 91,7 punti, seguita da Pavia (90,2). Cagliari sale al terzo posto (88,5) superando Parma (88,3) e Perugia (86,7). Da segnalare il balzo di Chieti-Pescara, che guadagna sei posizioni e raggiunge l’ottavo posto con 84,2 punti. Catania (79,2) resta ultima tra quindici atenei.

Sassari, Camerino e PoliMi: le eccellenze tra medi, piccoli e Politecnici
L’Università di Sassari ottiene 93,2 punti e si prende il primato tra i medi atenei statali, superando la Politecnica delle Marche (92,8). Trento e Udine condividono il terzo gradino a 92,7 punti. Tra i piccoli atenei (fino a 10.000 iscritti) domina Camerino con 95,3 punti, davanti a Cassino (87,3) e alla Mediterranea di Reggio Calabria (86,0). Nei Politecnici il Politecnico di Milano stacca tutti con 100,8 punti, seguito dal Politecnico di Torino (94,8) e da quelli di Bari (85,7) e Venezia (83,7).
La Luiss regina delle private; la Cattolica arretra
Tra i grandi atenei non statali (oltre 10.000 iscritti) la Luiss di Roma guida con 95,8 punti, seguita dalla Bocconi di Milano (92,6). L’Università Cattolica si ferma a 79,0 punti, staccata dalle prime due. Nei medi atenei privati la Lumsa (89,2) precede la Iulm (83,8), con l’ingresso in classifica della Kore di Enna (80,0) e del San Raffaele di Milano (75,4). Tra i piccoli, la Libera Università di Bolzano mantiene il primato con 95,8 punti.
Più immatricolati, più studenti internazionali: il profilo dei nuovi iscritti
In dieci anni le immatricolazioni negli atenei tradizionali sono cresciute del 19,8%; anche nel 2025-2026 si registra un +0,9%. L’aumento è trainato dal Centro Italia (+2,3%), mentre Sud e Isole restano fermi a +0,2%. Quasi il 58% dei neoiscritti proviene da un liceo, con lo scientifico al 28,6%, ma cresce la quota dei diplomati degli istituti professionali: dal 5,5% di dieci anni fa al 7,3% di oggi. Ancora più marcato il balzo degli studenti con diploma estero, passati dal 2,5% al 6,7%: un incremento di oltre il 160%, spinto soprattutto da Asia (30,6%) e Africa (28,3%). Il peso crescente dei professionali e degli internazionali ridisegna la popolazione universitaria, mentre i corsi più richiesti restano economia (28,6%) e le professioni medico-sanitarie (13,5%). Per chi sceglie, la classifica Censis non è l’unico parametro, ma la combinazione di questi dati con le graduatorie per singolo corso di laurea offre una mappa più precisa di un sistema in movimento.





