La ministra dell’Università Anna Maria Bernini ha firmato il decreto che fissa a 27.001 i posti per Medicina e Chirurgia nell’anno accademico 2026/2027, con un incremento del 12,5% rispetto al 2025. Il provvedimento arriva mentre oltre 52.300 aspiranti si sono iscritti al semestre aperto: tradotto in numeri, il rapporto tra candidati e posti si attesta a 1,94 iscritti per ogni posto (52.300 / 27.001), un miglioramento significativo rispetto alle selezioni più dure degli anni passati. Le attività didattiche prenderanno il via il 1° settembre e la graduatoria nazionale di merito, basata sugli esami sostenuti al primo semestre, decreterà chi potrà immatricolarsi.
Semestre aperto: date, esami e come si forma la graduatoria
Il modello di accesso è quello del semestre senza test iniziale. Chiunque può iscriversi e seguire i tre insegnamenti comuni — Chimica e propedeutica biochimica, Fisica, Biologia — per un totale di 18 crediti formativi. Le lezioni si chiudono almeno dieci giorni prima del primo appello, fissato al 10 dicembre; il secondo appello è l’11 gennaio 2027. Sulla base dei risultati si stila la graduatoria nazionale che assegna i 27.001 posti nelle sedi indicate al momento dell’iscrizione. Tra i 62.200 iscritti totali al semestre (Medicina, Odontoiatria, Veterinaria), il 72% è composto da studentesse.

I numeri complessivi: statali, private e gli altri corsi
Il decreto alza l’offerta formativa a 30.225 posti complessivi (+3.160 sul 2025). Di questi, 23.495 sono destinati alle università statali e 6.730 agli atenei non statali. Oltre ai 27.001 posti per Medicina (poco meno di 21.000 nelle statali), il provvedimento assegna 1.825 posti a Odontoiatria e Protesi dentaria e 1.399 a Medicina veterinaria. L’aumento si inserisce in un percorso di ampliamento che, dal 2022/2023, ha portato oltre 11.000 posti in più nell’offerta complessiva.
Più posti, ma la selezione si sposta sulle competenze
L’incremento dei posti non cancella la competizione: il tasso teorico di accesso sfiora il 51,6% (27.001 posti su 52.300 iscritti a Medicina), ma sarà il rendimento negli esami di Chimica, Fisica e Biologia a decidere chi entra. Il posticipo degli appelli e l’allungamento del periodo di lezione concedono più tempo per prepararsi, trasformando l’ingresso a Medicina in una selezione distribuita sul primo semestre anziché concentrata in una singola prova a crocette. Per gli atenei statali, dove i posti sono poco meno di 21.000, la sfida è più impegnativa: il rapporto tra gli oltre 52.300 iscritti e i posti disponibili sale a circa 2,49 candidati per posto, ma resta comunque meno severo rispetto alle selezioni di pochi anni fa.





