Maturità 2026, seconda prova: dal Lago di Bracciano a Quintiliano

La seconda prova del 19 giugno non si è limitata a testare abilità tecniche: entrambe le tracce principali chiedevano agli studenti di ragionare sul perché di ciò che studiano. Al Liceo Scientifico la matematica ha abbracciato un lago laziale e un mazzo di carte; al Liceo Classico il latino ha aperto le pagine dell'Institutio Oratoria di Quintiliano, il primo professore stipendiato dallo Stato romano.

Al Liceo Scientifico: Einstein, il Lago di Bracciano e lo scopone

La traccia si è aperta con Albert Einstein, che nella conferenza Geometrie und Erfahrung — tenuta a Berlino il 27 gennaio 1921 — aveva dichiarato: "Nella misura in cui i teoremi della Matematica si riferiscono alla realtà, non sono certi, e nella misura in cui essi sono certi, non si riferiscono alla realtà." Poi è iniziata la prova vera.

Il primo problema prende spunto dal livello del Lago di Bracciano: un caso ambientale concreto da tradurre in linguaggio matematico, con modellizzazione e calcolo di variazioni. Il secondo è uno studio di funzione classico — dominio, limiti, derivate, monotonia e asintoti — la struttura analitica che accompagna l'esame di Stato da decenni.

Tra gli otto quesiti opzionali (da scegliere quattro), le indiscrezioni segnalano situazioni tratte dalla vita quotidiana: un torneo di pallavolo, una partita a scopone, il gioco di probabilità americano "Cover the spot" e un quesito legato al terremoto in Friuli del 1976. La traccia si chiude con Richard J. Trudeau, che nel Dots and lines del 1976 scriveva: "La matematica è il gioco più bello del mondo. Assorbe più degli scacchi, scommette più del poker, e dura più di Monopoli." Un contrappeso ironico alla solennità dell'apertura.

Maturità 2026: la seconda prova del 19 giugno — tracce di matematica e latino
Un gruppo di studenti concentrati durante una sessione di studio in classe. Foto di Gera Cejas su Pexels

Al Liceo Classico: Quintiliano e il valore della musica

Al Classico è uscito Marco Fabio Quintiliano, nato a Calagurris intorno al 35 d.C. e primo retore stipendiato dallo Stato romano per volere dell'imperatore Vespasiano intorno al 74 d.C. Il Ministero ha scelto un passo dal primo libro dell'Institutio Oratoria su un tema sorprendente: la musica come fondamento della formazione del perfetto oratore.

Quintiliano costruisce la sua argomentazione chiamando a testimoniare Platone nel Timeo, Socrate che in tarda età imparava a suonare la lira, i condottieri antichi che usavano trombe e corni per rafforzare la coesione delle legioni. Persino Licurgo, il legislatore spartano sinonimo di austerità assoluta, aveva approvato l'educazione musicale. La tesi è che ritmo, modulazione della voce e armonia del discorso si costruiscono solo attraverso la musica, fin dall'infanzia.

La prova richiedeva traduzione del brano, analisi linguistica e stilistica, più una riflessione personale che collegasse le idee di Quintiliano alla propria esperienza o al mondo contemporaneo.

Sia Einstein sia Quintiliano ragionavano sul confine tra una disciplina e il mondo che intende descrivere: la matematica come strumento potente proprio perché imperfetto, la musica come palestra per chi deve persuadere. Le tracce del 19 giugno 2026 convergono entrambe su quella domanda.

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