Invalsi 2026: dispersione crolla al 6,3%, matematica primaria in crisi

Il Rapporto Invalsi 2026 fotografa un sistema scolastico in chiaroscuro. La dispersione scolastica esplicita è scesa al 6,3% (dall’8,7% del 2025) e 520mila studenti sono tornati tra i banchi dal 2022, ma la matematica alla primaria segna un calo tra l’8 e il 10% rispetto ai livelli pre-Covid. Mentre le superiori migliorano in italiano e inglese, i più piccoli arretrano, accendendo un campanello d’allarme che il ministro Valditara non ha ignorato.

La dispersione scolastica ai minimi: 520mila ragazzi “tolgli dalla strada”

L’abbandono esplicito cala di 2,4 punti percentuali in un anno, portando l’Italia a superare con ampio anticipo gli obiettivi europei. Nel Sud, la dispersione è passata dal 14,1% al 10,2%, e in Sicilia e Sardegna dal 12,5% al 9,5%. Numeri che Valditara ha commentato con entusiasmo: “Ringrazio la scuola italiana, i docenti e i dirigenti che hanno consentito il raggiungimento di traguardi che erano insperati. Si parla di 500mila ragazzi che hanno un futuro, che sono tolti dalla strada, dal divano, dal lavoro nero”. Il ministro ha citato Agenda Sud, il decreto Caivano e la figura del docente tutor come leve decisive.

Banco di scuola primaria con compiti di matematica e lavagna sullo sfondo, test Invalsi 2026
La dispersione scolastica cala al 6,3% ma la matematica alla primaria arretra nei test Invalsi 2026.

Matematica alla primaria: un crollo che preoccupa

I dati più critici arrivano dalla scuola primaria. La quota di alunni che raggiunge il livello base in matematica è calata di 3 punti percentuali sia in seconda che in quinta, con un divario di 8-10 punti rispetto al 2019. Oggi quasi il 40% dei bambini è fragile nelle competenze logico-matematiche. Valditara ha rilanciato: “Ci vuole la rivoluzione della matematica, meno tablet e più didattica, insegnare a pensare, partire dai perché, dalla deduzione, dall’osservazione delle situazioni”. Un richiamo a un approccio più ragionativo che punta al calcolo.

Italiano, inglese e digitale: luci e ombre alle superiori

All’ultimo anno delle superiori, l’italiano vede il 54% degli studenti raggiungere il livello obiettivo (era il 52% nel 2025), con il Sud in crescita dal 44% al 47%. In matematica, la quota sale dal 49% al 52%, e il Sud e Isole passano dal 38% al 41%. In inglese, il 63% degli studenti raggiunge il livello B2/B1+ in Reading e il 48% in Listening, con il Mezzogiorno che mostra “segnali più incoraggianti”. Le competenze digitali restano solide: l’87% degli studenti raggiunge il livello intermedio, ma la dimensione Sicurezza preoccupa per un terzo dei ragazzi non ancora pienamente consapevole dei rischi.

Un recupero che va consolidato

La riduzione della dispersione dal 8,7% al 6,3% equivale a un calo relativo del 27,6% in un solo anno. Un dato straordinario, ma la fragilità in matematica alla primaria getta un’ombra lunga: se quasi il 40% dei bambini non raggiunge le basi, il rischio è di ritrovarsi negli anni successivi con lacune difficilmente recuperabili. Il ministro promette “più grammatica e meno tablet” alle primarie e un’Agenda Nord per le periferie. La vera sfida è riempire di contenuti efficaci le nuove Indicazioni Nazionali, prima che il gap con l’Europa si allarghi proprio sui banchi dei più piccoli.

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