Riforma istituti tecnici: ore di indirizzo ripristinate nel biennio. Il nodo risorse

Il Ministero dell’Istruzione ha restituito alle discipline di indirizzo le ore del primo biennio degli istituti tecnici, cancellando la quota di curricolo autonomo introdotta dalla riforma del decreto-legge n. 144/2022. La correzione, ottenuta dai sindacati durante il tavolo tecnico dell’8 luglio 2026, segna un’inversione di rotta su uno degli aspetti più contestati. Ma il risultato, per quanto concreto, è parziale: sul triennio la riduzione della quota di autonomia resta giudicata insufficiente e il 78% delle scuole rischia sovrannumeri, con ricadute potenziali su 1.200 classi.

Primo biennio: cosa è stato ottenuto

L’Amministrazione ha recepito la proposta avanzata da UIL Scuola e sostenuta da Anief, eliminando integralmente le ore destinate al curricolo autonomo e restituendole alle discipline dell’area economica e alle scienze sperimentali. In pratica, le materie caratterizzanti degli istituti tecnici recuperano peso già dal primo anno, correggendo un’impostazione che aveva suscitato critiche diffuse fin dall’entrata in vigore del DM n. 29.

«L’opzione legislativa individuata dal Ministero è la strada giusta», ha commentato Daniela Rosano, segretaria generale di Anief, riferendosi alla modifica dell’Allegato 2-ter del decreto-legge n. 45/2025. «Il fatto che si intervenga con una modifica dell’Allegato 2-ter garantisce una base normativa più solida e indicazioni più chiare alle scuole. Ma non possiamo fermarci qui».

Triennio e risorse: il vero banco di prova

Per il secondo biennio e il quinto anno il Ministero ha previsto solo una riduzione parziale della quota di autonomia. Un passo avanti, secondo i sindacati, ma non ancora sufficiente. «La riduzione della quota di autonomia per il triennio è un passo avanti, ma non basta», ha sottolineato Rosano. «Rimangono aperte importanti questioni organizzative e didattiche. E poi c’è il tema delle risorse: non si può pensare di attuare questa riforma senza un adeguato finanziamento, in particolare per l’insegnamento CLIL e per i percorsi dei CPIA».

Laboratorio di istituto tecnico con banchi da disegno tecnico e strumenti scientifici, luce naturale, riforma degli istituti tecnici
Il ripristino delle ore di indirizzo nel biennio degli istituti tecnici punta a rafforzare le competenze specialistiche già dal primo anno.

La posta in gioco è alta. Le stime di Anief indicano che il rischio di sovrannumeri riguarda tra il 70% e il 78% degli istituti tecnici, con potenziali esuberi di personale e difficoltà di programmazione per i dirigenti scolastici. Un problema che si intreccia con la tempistica: le indicazioni operative alle scuole – ha assicurato il Ministero – arriveranno entro luglio, ma per avere un quadro normativo definitivo bisognerà aspettare il passaggio parlamentare del decreto.

I numeri chiave della partita:

  • 100% delle ore di curricolo autonomo cancellate nel primo biennio
  • 70-78% delle scuole a rischio sovrannumeri
  • 1.200 classi potenzialmente coinvolte
  • Decreto legislativo atteso entro luglio, con modifiche parlamentari in autunno

Dal tavolo tecnico al Parlamento

La battaglia non è finita. Anief ha già pronto un pacchetto di modifiche da proporre in sede parlamentare quando il decreto arriverà alle Camere. «La nostra battaglia si sposterà nuovamente in Parlamento», ha confermato Rosano. «Continueremo a chiedere che le modifiche normative affrontino in maniera organica tutte le criticità ancora presenti. Vogliamo garantire alle scuole un quadro regolatorio chiaro, sostenibile e accompagnato dalle necessarie risorse».

L’intesa sul biennio dimostra che la correzione della riforma è possibile senza oneri aggiuntivi immediati. Ma il triennio pone un problema duplice: organizzativo e finanziario. Senza fondi adeguati per CLIL, CPIA e potenziamento linguistico, il rischio è che la riforma resti monca proprio nella fase in cui dovrebbe consolidare le competenze professionali degli studenti. Il vero test sarà il provvedimento legislativo: se il Parlamento accoglierà le richieste sindacali, gli istituti tecnici potranno avviare il prossimo anno con un assetto più equilibrato. Altrimenti, il nodo dei sovrannumeri e della didattica impoverita resterà tutto da sciogliere.

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