Cambio indirizzo alle superiori: cosa cambia con l’OM 163/2026

Il primo biennio non ha più prove d'ingresso selettive: per cambiare indirizzo bastano un colloquio orientativo e gli interventi didattici integrativi della scuola ricevente. Più avanti nel percorso, invece, la porta resta sbarrata dagli esami integrativi, con soglia 6/10 in ogni materia. L'Ordinanza ministeriale 163/2026, firmata il 7 agosto e pubblicata dal MIM l'11 settembre 2026, ridisegna i passaggi nella secondaria di secondo grado e introduce un'asimmetria destinata a pesare sulle scelte delle famiglie.

Primo biennio: colloquio orientativo entro il 31 gennaio

Entro il 31 gennaio gli studenti del primo e del secondo anno possono chiedere di passare a un altro percorso, indirizzo, articolazione o opzione, entrando nella classe corrispondente a quella già frequentata. Nel primo biennio non sono più previste prove d'ingresso: il passaggio avviene tramite un colloquio orientativo presso la scuola di destinazione, con attenzione alle discipline non presenti nel percorso di provenienza. La scuola ricevente deve poi predisporre interventi didattici integrativi per colmare le lacune. Fa eccezione chi punta ai licei musicali e coreutici, dove restano obbligatorie le specifiche prove di verifica.

Dal terzo anno: esami integrativi con soglia 6/10

Dagli anni successivi al primo biennio il passaggio richiede il superamento degli esami integrativi, che vertono esclusivamente sulle discipline (o parti di discipline) non comprese nel percorso di provenienza. Se il cambio avviene verso una classe dello stesso percorso che differisce solo per una o più lingue straniere, l'esame riguarda unicamente quelle lingue. La prova si supera con una votazione non inferiore a 6 decimi in ogni materia. Le verifiche si svolgono in una sessione speciale unica, da concludere prima dell'inizio delle lezioni del nuovo anno; il calendario lo fissa il dirigente, sentito il Collegio dei docenti. La commissione è presieduta dal dirigente o da un suo delegato ed è composta da almeno tre docenti della classe d'arrivo che rappresentano tutte le materie oggetto di esame. Letta alla lettera, la norma implica che oltre le tre discipline il numero dei commissari debba crescere, perché nessuna materia può restare scoperta.

Esami integrativi nella secondaria di secondo grado: in vigore la nuova disciplina con l'OM 163/2026
Studenti interagiscono e studiano in un'aula scolastica. Foto di Ivan S su Pexels

Percorsi quadriennali e filiera tecnologico-professionale: l'asimmetria

Qui la disciplina si spezza. Nel primo biennio, il passaggio dal quadriennale al quinquennale segue le regole generali; quello inverso, da quinquennale a quadriennale, è subordinato alla valutazione positiva del Consiglio di classe della scuola ricevente. Dal secondo biennio in poi il quadriennale verso il quinquennale richiede l'esame integrativo, mentre il passaggio da un percorso quinquennale a uno quadriennale non è mai consentito. Tra due percorsi quadriennali diversi si procede per valutazione del Consiglio di classe nel primo biennio ed esami nel secondo.

Scuole straniere, adulti e la posizione della FLC CGIL

Chi arriva da una scuola straniera all'estero o da una scuola straniera del secondo ciclo riconosciuta in Italia, se non è più soggetto all'obbligo di istruzione, deve sostenere esami integrativi sulle materie difformi dal percorso italiano; per chi è ancora nell'obbligo valgono le disposizioni dell'articolo 45, comma 2, del DPR 394/1999. L'ordinanza non si applica ai corsi di secondo livello dell'istruzione degli adulti. Per la FLC CGIL il provvedimento risponde alla sentenza 3250/2024 del Consiglio di Stato, secondo cui la scelta del percorso non deve essere irreversibile; il sindacato osserva però che le soluzioni dell'articolo 1 avrebbero più efficacia contro la dispersione se inserite in un "biennio unitario orientativo", modello che la riforma dell'istruzione tecnica sta invece riducendo.

Cosa cambia in concreto per studenti e famiglie

Due effetti si intrecciano. Primo: il costo di un cambio tardivo cresce col tempo. Nel primo biennio il percorso è di accompagnamento; dal terzo anno la selezione è binaria, 6/10 in ogni materia difforme o si resta nel percorso di partenza. Secondo: la finestra utile è stretta. La richiesta nel primo biennio scade il 31 gennaio, mentre la sessione d'esame va chiusa prima dell'avvio delle lezioni, quindi la decisione sostanziale si concentra tra la fine dell'anno e l'estate. Il divieto assoluto di rientrare nel quadriennale dal secondo biennio in poi rende inoltre quella scelta di fatto irreversibile, il punto che la sentenza 3250/2024 contestava.

Per chi valuta un riorientamento, il 31 gennaio resta l'ultimo passaggio in cui il sistema risponde con l'accompagnamento invece che con un esame.

Fonti

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