Decreto GIT: 32 docenti in meno per l’inclusione, sindacati all’attacco

Il Ministero dell’Istruzione ha presentato ai sindacati lo schema di decreto che aggiorna i Gruppi per l’Inclusione Territoriale con un taglio netto di 32 docenti esperti: il contingente scende da 405 a 373 unità. La sforbiciata arriva mentre il numero di alunni con disabilità continua a crescere, e proprio su questo paradosso si concentra la protesta di UIL Scuola e FLC CGIL, che accusano il MIM di aver privilegiato il criterio del dimensionamento scolastico rispetto ai bisogni reali degli studenti.

Il taglio: meno docenti, più alunni con disabilità

L’incontro si è svolto oggi, 31 luglio 2026, presso la Direzione generale per lo studente, l’inclusione e il contrasto alla dispersione scolastica. Sul tavolo la modifica dell’Allegato 1 del Decreto Interministeriale n. 355 del 2021, che ridetermina la composizione numerica dei GIT. La riduzione è di 32 unità: il contingente passa da 405 a 373 docenti esperti.

I GIT sono organismi incardinati presso gli Uffici scolastici regionali con il compito di supportare le scuole nelle strategie di inclusione e verificare la congruità delle richieste di sostegno. Il taglio si basa sui recenti provvedimenti di dimensionamento della rete scolastica, che hanno ridotto il numero di istituzioni. Resta invece invariato l’impianto normativo del decreto originario e lo stanziamento di 2 milioni di euro destinato alla retribuzione dei docenti.

Perché il numero di scuole conta più degli studenti

Il criterio di ripartizione dei docenti esperti è attualmente calcolato per il 50% sul numero di istituzioni scolastiche e per il 50% sul numero di alunni con disabilità. La contrazione delle istituzioni, effetto dei provvedimenti di dimensionamento, ha inciso in modo prevalente: da qui il taglio netto di 32 unità, nonostante l’aumento costante degli studenti con disabilità.

Aula scolastica vuota con banchi e carrozzina piegata accanto alla cattedra, simbolo dei tagli all'inclusione scolastica
Il taglio di 32 docenti esperti arriva mentre crescono gli alunni con disabilità: un paradosso che fa infuriare i sindacati.

Considerando i numeri: 32 docenti in meno su un totale di 405 corrispondono a una riduzione del 7,9%. Se il peso delle due variabili fosse stato davvero equivalente, l’incremento degli alunni con disabilità avrebbe dovuto compensare almeno in parte la flessione delle istituzioni. Il risultato finale mostra invece che la forbice si è chiusa a sfavore del parametro legato agli studenti.

Le richieste dei sindacati: pesare di più gli alunni con disabilità

La UIL Scuola ha chiesto di rivedere i criteri di assegnazione, dando un peso maggiore al numero di alunni con disabilità, e ha sollecitato trasparenza sui dati: quanti GIT sono attualmente costituiti, quali proiezioni per il prossimo triennio, e che eventuali deroghe nella distribuzione siano sempre motivate su base territoriale.

La FLC CGIL ha denunciato l’irregolarità dell’iter: l’informativa sindacale è arrivata dopo il parere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, limitando il margine di confronto. Il sindacato ha anche messo in guardia dal rischio di sovrapposizione di competenze tra i vari organismi dedicati all’inclusione e ha chiesto l’apertura urgente del tavolo di contrattazione integrativa per non disperdere i 2 milioni stanziati.

La UIL Scuola punta sul monitoraggio annuale previsto dal D.Lgs. n. 66/2017 per verificare l’adeguatezza del personale. Su questo l’Amministrazione, rappresentata dalla dott.ssa Francesca Carbone, ha mostrato apertura. La FLC CGIL ha chiesto al MIM una verifica puntuale e in itinere sul funzionamento dei GIT e l’adeguatezza del personale.

Il nodo risorse e la prossima mossa

Il decreto passerà ora al Ministero dell’Economia e delle Finanze per la registrazione contabile. Resta aperta la partita dei fondi: i 2 milioni di euro ci sono, ma senza un accordo sindacale sulla loro distribuzione rischiano di restare congelati. La riduzione del personale rende ancora più urgente definire come verranno impiegati, per evitare che il taglio quantitativo si trasformi in un arretramento qualitativo del supporto all’inclusione.

Fonti

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