Contratto dirigenti scolastici, il Cdm sblocca gli aumenti: 500 euro lordi in più al mese e arretrati fino a 5.800 euro

Il Consiglio dei ministri ha approvato il 23 luglio 2026 il contratto dei dirigenti scolastici per il triennio 2022-2024. L'aumento medio è di 500 euro lordi al mese su 13 mensilità, nonostante alcune anticipazioni giornalistiche circolassero con cifre inferiori. Il via libera sblocca anche arretrati medi di 5.800 euro per ciascuno degli 8.000 presidi coinvolti e introduce diverse novità normative su mobilità, ferie e permessi. Il ministro Valditara rivendica la scelta di aver accelerato i tempi separando il percorso dei dirigenti da quello di docenti e ATA, mentre l'Associazione Nazionale Presidi accoglie con favore la rapidità dell'iter ma rilancia: ora servono retribuzioni allineate a quelle degli altri dirigenti pubblici.

Gli aumenti economici: 500 euro in più e arretrati da gennaio 2024

L'incremento medio per i dirigenti scolastici è di 500 euro al mese, corrispondente a una variazione percentuale dell'8,48%. L'ARAN segnala che il risultato è stato reso possibile anche da risorse aggiuntive stanziate dalla legge di bilancio 2022. Per i dirigenti delle università e degli enti di ricerca l'aumento medio è leggermente superiore in valore assoluto, 503 euro, ma la percentuale si ferma al 6% poiché la base di calcolo è più alta.

CategoriaAumento medio mensile (13 mensilità)Variazione %Arretrati medi (dal 1° gennaio 2024)
Dirigenti scolastici500 EUR8,48%5.800 EUR
Dirigenti università e ricerca503 EUR6%6.000 EUR

Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha dichiarato: «Proseguiamo il nostro impegno concreto per la valorizzazione di chi guida le nostre scuole. Abbiamo accelerato i tempi per garantire risposte economiche immediate e restituire centralità al ruolo della dirigenza scolastica. La stagione dei blocchi contrattuali è definitivamente chiusa».

Le novità normative: mobilità, ferie e licenziamento disciplinare

Oltre agli aumenti economici, il contratto introduce diversi cambiamenti sul fronte normativo:

Scrivania e poltrona di un dirigente scolastico con luce naturale e tende veneziane, contratto scuola aumenti retributivi in arrivo
L'ufficio del dirigente scolastico: il Cdm ha approvato aumenti medi di 500 euro lordi al mese con arretrati fino a 5.800 euro.
  • Mobilità interregionale: la percentuale dei posti disponibili passa dal 60% all'80% (per la mobilità 2026 è già previsto il 100% per legge)
  • Ferie non godute: il termine per la fruizione è esteso fino alla conclusione dell'anno successivo
  • Permesso per lutto: la durata sale da 7 a 15 giorni lavorativi dall'evento, anche non consecutivi
  • Periodo di prova: migliorate le modalità di differimento
  • Sospensione disciplinare: la durata che dà luogo a recidiva ai fini del licenziamento passa da 20 a 30 giorni

Valditara ha inoltre anticipato la prossima tappa: «È già stato avviato l'iter per chiudere nel più breve tempo possibile l'Atto di indirizzo e avviare le trattative per il triennio 2025-2027, assicurando piena continuità contrattuale a tutto il personale del sistema educativo nazionale».

L'ANP plaude ma alza il tiro: «Basta disparità con gli altri dirigenti pubblici»

Il presidente dell'Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli, ha accolto il contratto con un giudizio positivo ma condizionato. «Accogliamo con soddisfazione il via libera», ha dichiarato, definendo «eccezionale» per rapidità il percorso che ha portato all'approvazione del Cdm. «Questa vicenda dimostra che è possibile dare risposte concrete e tempestive».

Subito dopo i ringraziamenti, Giannelli ha spostato l'attenzione sul nodo strutturale: «La stessa determinazione serva ora per risolvere una questione che denunciamo da anni». La questione è la «perdurante e ingiustificata disparità» tra la retribuzione di un preside e quella di un dirigente pubblico di pari inquadramento in altre amministrazioni. «Non è accettabile che chi ha la responsabilità di garantire il diritto all'istruzione continui a essere penalizzato», ha concluso.

Cosa significa questo contratto per la scuola italiana

L'incremento dell'8,48% per i dirigenti scolastici va letto alla luce del recupero del potere d'acquisto eroso dall'inflazione negli ultimi due anni. Un calcolo approssimativo: considerando l'inflazione cumulata nel biennio 2023-2024 intorno al 6-7%, l'aumento copre quella perdita e aggiunge un piccolo margine reale. Resta però il divario con i dirigenti di altri comparti pubblici, che Giannelli ha posto come prossimo banco di prova politico. La continuità contrattuale annunciata da Valditara per il triennio 2025-2027 sarà l'occasione per verificare se l'impegno sulla «pari dignità» si tradurrà in cifre.

Fonti

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