Personale ATA: 35mila posti e 963 comandi, la scadenza è il 4 agosto

Il personale ATA ha tempo fino al 4 agosto 2026 per presentare domanda di utilizzazione, mentre gli Uffici Scolastici Regionali avviano le selezioni per 963 posti in comando. Dopo la mobilità appena conclusa restano quasi 35.000 posti vacanti nelle scuole italiane, ma le immissioni in ruolo non supereranno quota 9.000-10.000 unità. Il resto — circa tre cattedre su quattro — andrà a supplenza, rendendo la finestra delle utilizzazioni e dei comandi l’ultimo vero snodo per chi cerca stabilità professionale.

35.000 posti vacanti dopo la mobilità: i numeri del 2026/27

I trasferimenti e i passaggi di profilo del personale ATA, pubblicati lo scorso 12 giugno 2026, hanno lasciato sul tavolo circa 35.000 posti ancora liberi in tutta Italia. Il Ministero non autorizza mai il turnover al 100 per cento e anche per l’anno scolastico 2026/27 le assunzioni a tempo indeterminato si fermeranno a una forbice compresa tra 9.000 e 10.000 ruoli. Il resto dei posti sarà coperto con contratti a tempo determinato, alimentando la platea delle supplenze annuali e fino al termine delle attività didattiche.

La geografia delle disponibilità tocca praticamente tutto il Paese, con concentrazioni significative in Campania (Benevento, Caserta e Napoli), Sicilia (Palermo e Trapani), Puglia (BAT e Lecce) e diverse province del Nord come Torino, Venezia, Vicenza e Modena.

Utilizzazioni ATA: domande entro il 4 agosto

La domanda di utilizzazione permette al personale ATA di ruolo di spostarsi in altra sede per l’intero anno scolastico senza perdere la titolarità. La scadenza per presentare l’istanza è fissata al 4 agosto 2026. Possono partecipare assistenti amministrativi, assistenti tecnici e collaboratori scolastici con contratto a tempo indeterminato, nel rispetto dei punteggi e delle precedenze stabiliti dalla normativa annuale.

Ufficio amministrativo scolastico vuoto con scrivania e documenti, posti vacanti del personale ATA nelle scuole italiane
Con 35mila posti vacanti dopo la mobilità, utilizzazioni e comandi fino al 4 agosto restano l'ultimo snodo per la stabilità del personale ATA.

La procedura va seguita esclusivamente per via telematica, secondo le indicazioni pubblicate dagli Uffici Scolastici Regionali di competenza. Chi non rispetta il termine perentorio resta vincolato alla sede di titolarità o dovrà affidarsi alle supplenze, in un contesto in cui — come detto — i posti vacanti superano di oltre tre volte i ruoli disponibili.

963 posti in comando presso gli USR: la mappa regione per regione

In parallelo, gli Uffici Scolastici Regionali stanno pubblicando i bandi per la selezione di personale ATA di ruolo da destinare in posizione di comando presso le strutture territoriali del Ministero. I posti complessivi sono 963. La maggior parte delle regioni ha già formalizzato gli avvisi; l’Emilia-Romagna, al 29 luglio 2026, era ancora in attesa delle indicazioni ufficiali, ma la pubblicazione è attesa a breve sul portale istruzioneer.gov.it.

Il comando non modifica la titolarità definitiva e rappresenta un’opportunità di crescita professionale per assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori che desiderano svolgere mansioni fuori dalla propria sede, contribuendo al funzionamento degli uffici di supporto regionali e provinciali.

Perché il turnover ATA resta lontano dal fabbisogno reale

Da anni il Ministero non autorizza assunzioni sul 100 per cento dei posti vacanti e il 2026/27 non fa eccezione. Prendendo come riferimento i 35.000 posti liberi e una stima mediana di 9.500 ruoli, la copertura effettiva si attesta intorno al 27 per cento: significa che circa 25.000 posti saranno gestiti con contratti a termine. Lo scarto sistematico tra fabbisogno reale e autorizzazioni ministeriali rende utilizzazioni e comandi uno strumento cruciale per il personale che vuole anticipare le scelte di sede o accedere a posizioni più vicine alle proprie esigenze, prima che il grosso delle cattedre venga assegnato con le supplenze.

Chi rinuncia a giocare la carta del 4 agosto si troverà a competere in un mercato delle supplenze che quest’anno, con tre posti su quattro a tempo determinato, rischia di essere il più frammentato degli ultimi cicli di mobilità.

Fonti

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