Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara vuole togliere agli istituti tecnici e professionali il "bollino di serie B" che, sostiene, le famiglie leggono nel solo nome. Il 14 settembre 2026 ha annunciato che la proposta di rinominarli licei entrerà in un prossimo decreto legge. Il vero nodo non è l'etichetta: è la percezione sociale di percorsi che il ministero vuole rendere attrattivi quanto un liceo, senza toccarne i contenuti didattici.
Cosa cambia davvero: la denominazione, non i programmi
Tecnici, professionali e licei resterebbero distinti per impostazione e finalità formative. A cambiare sarebbe soprattutto il modo in cui vengono classificati e raccontati nel sistema scolastico. "Non perché si faccia lo stesso tipo di insegnamento, ma perché hanno tutti pari dignità", ha chiarito il ministro. Un istituto tecnico continuerebbe a puntare su competenze scientifiche e tecnologiche, un professionale sulla formazione pratica e sul legame con il lavoro.
Valditara lo ha detto in modo esplicito: l'obiettivo non è "liceizzare" i tecnici, ma attribuire pari dignità anche sul piano della denominazione. Il punto di partenza è una constatazione sociale. "Oggi, socialmente parlando, se definisco un certo percorso 'istituto' anziché 'liceo', gli do un bollino di Serie B. E, purtroppo, questa è anche la valutazione che spesso fanno le famiglie", ha dichiarato.
Sul contesto dell'annuncio le fonti divergono: Tecnica della Scuola e Orizzonte Scuola lo collocano nell'intervista a Skuola.net, Lavocedialba alla cerimonia di inaugurazione di un Istituto Tecnico Superiore a indirizzo turistico ad Andora. Il contenuto resta identico.
Il legame con la filiera 4+2
La proposta non nasce isolata. Si collega alla filiera tecnologico-professionale 4+2, che dall'anno scolastico 2026-2027 entra a regime dopo la sperimentazione: quattro anni di superiori più due negli ITS Academy, gli istituti post-diploma legati al mondo produttivo. Il ministro rivendica investimenti in intelligenza artificiale, la riscrittura dei programmi dei tecnici e l'estensione della "rivoluzione della Matematica" a partire dall'osservazione della realtà.

Le due misure vanno nella stessa direzione: dare visibilità ai percorsi tecnici senza cancellare le differenze tra indirizzi. "La scuola costituzionale deve dare pari dignità a tutti i percorsi formativi", ha spiegato Valditara, annunciando che con la riforma 4+2 non ci sarà più "distinzione di serie" tra licei e istituti.
Le critiche della FLC CGIL: "non basta la targa sulla porta"
La Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL contesta l'impianto. In una nota sostiene che "non basta un'operazione lessicale per dare vera dignità agli istituti tecnici e professionali" e chiede di ripristinare le ore di lingua e letteratura italiana nei quadri orari. Per il sindacato la riforma avrebbe compresso la formazione culturale a favore di un addestramento orientato all'alternanza scuola-lavoro. La critica ha un fondamento operativo: se il nome cambia e gli orari restano ridotti, la "pari dignità" resta una promessa senza contenuto.
Gli altri numeri del nuovo anno scolastico
Nell'intervista Valditara ha toccato altri dossier, con cifre precise:
- 206.000 precari tra docenti e personale ATA assunti dal 2023 a oggi;
- 420 milioni di euro per mandare circa 150.000 studenti delle quarte superiori all'estero;
- 200 milioni di euro per intelligenza artificiale e formazione insegnanti;
- 1.000 docenti per l'italiano agli studenti di recente immigrazione;
- tetto del 30% di studenti stranieri per classe;
- 5 sedute gratuite di psicologia online per studenti del terzo anno delle medie e del primo biennio delle superiori.
I 150.000 giovani in partenza sono "circa un terzo" delle quarte superiori: il totale degli studenti di quarta si aggira quindi intorno ai 450.000, dato che 150.000 × 3 = 450.000. Su Maturità 2027 non sono previsti cambiamenti.
Per una famiglia che sceglierà le superiori nel 2027, il cambio di nome non sposta di una virgola i programmi: il segnale utile arriverà dalla filiera 4+2, non dalla targa sulla porta.





