Supplenze 2026/27: domande dal 16 luglio, l’algoritmo “torna indietro” e riscrive le regole

La finestra per presentare la domanda delle 150 preferenze per le supplenze 2026/27 si apre alle 8:00 del 16 luglio e chiude il 29 luglio 2026. Il Ministero dell’Istruzione ha illustrato ai sindacati la piattaforma su Istanze Online, e il messaggio di fondo è netto: la procedura diventa più flessibile nella fase di assegnazione, ma molto più severa per chi rifiuta l’incarico. A spiegare le novità è stata Chiara Cozzetto, dirigente sindacale di Anief, durante un Question Time di Orizzonte Scuola TV.

Posto orario esteso a infanzia e primaria: cosa significa per i docenti

La novità più immediata è l’introduzione del cosiddetto posto orario anche per scuola dell’infanzia e primaria, una modalità già nota nella secondaria con le cattedre orario esterne (COE). In pratica, l’amministrazione può sommare più spezzoni e creare un unico incarico in organico di fatto. Chi spunta la casella del posto orario accetta espressamente una cattedra composta da spezzoni in scuole diverse. La normativa fissa un massimo di tre sedi distribuite in due comuni. La dirigente Anief ha messo in guardia i candidati: «È sufficiente che una delle scuole che compongono il posto orario sia stata inserita tra le preferenze perché l’algoritmo possa attribuire l’intera cattedra».

L’algoritmo torna sulle preferenze: meno pressione sulle scelte

Un cambiamento tecnico importante riguarda il motore di calcolo delle assegnazioni. «Da quest’anno l’algoritmo tornerà indietro», ha annunciato Cozzetto. Significa che il sistema riesaminerà le preferenze già espresse senza obbligare i candidati ad allargare inutilmente la lista a tutta la provincia per paura di restare esclusi. La modifica, attesa da tempo, punta a ridurre l’ansia da compilazione e a premiare chi indica solo le sedi realmente compatibili con la propria disponibilità.

Supplenze 2026/27: domanda dal 16 luglio e novità sull'algoritmo
Persona che compila un documento cartaceo con computer a supporto. Foto di Tima Miroshnichenko su Pexels

Sanzioni senza appello per chi rinuncia

Proprio perché l’algoritmo offre maggiori garanzie, il Ministero ha inasprito il sistema sanzionatorio. «Chi rinuncia a una supplenza attribuita dall’algoritmo non potrà ottenere altre supplenze da GPS, GAE e graduatorie d’istituto per tutta la durata del biennio di validità delle graduatorie», ha spiegato Cozzetto. La conseguenza è drastica: un singolo rifiuto azzera ogni possibilità di incarico per due anni scolastici.

La piattaforma, nella struttura, rimane invariata rispetto al passato. Restano le sezioni per la conferma del docente di sostegno (continuità didattica) e per le nomine finalizzate al ruolo da GPS prima fascia sostegno, accessibili solo a chi ha sciolto la riserva entro il 2 luglio 2026.

Un trade-off chiaro: più garanzie, più responsabilità

L’accoppiata “algoritmo che torna indietro + sanzioni pesantissime” è un segnale preciso: chi compila la domanda con serietà, restringendo le preferenze alle scuole in cui è disposto a lavorare, viene protetto dal sistema; chi invece inserisce sedi a caso rischia di vedersi assegnato un posto non voluto e di pagarlo con l’esclusione dalle graduatorie fino a tutto il 2028. Il Ministero, in sostanza, ha scambiato flessibilità con responsabilità individuale, usando la leva tecnica dell’algoritmo per rendere l’operazione accettabile.

Fonti

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