Supplenze 2026: 150 preferenze al via il 16 luglio. Ecco cosa cambia

Il 16 luglio alle 14:00 si apre su Istanze Online la domanda per le 150 preferenze che assegnerà le supplenze del 2026/2027. Dopo le 46.642 immissioni in ruolo appena autorizzate, gli aspiranti inseriti in GPS e GaE hanno fino al 29 luglio per dire dove vogliono lavorare. Ma quest’anno la macchina delle nomine funziona con un algoritmo nuovo e regole più rigide: chi rinuncia a una sede assegnata o sbaglia l’ordine delle preferenze non viene più ripescato, e perde qualsiasi altra possibilità di incarico lungo per tutto l’anno scolastico.

Tre istanze in una: sostegno, ruoli e conferme

La stessa procedura telematica – attiva su POLIS fino alle 14:00 del 29 luglio – contiene tre sezioni distinte. La prima riguarda le supplenze finalizzate al ruolo da GPS sostegno di prima fascia: incarichi a tempo determinato che, dopo anno di prova e lezione simulata, portano all’immissione in ruolo con decorrenza giuridica dal primo giorno di servizio. La seconda è la classica scelta delle 150 preferenze per le supplenze annuali (31 agosto) e fino al termine delle lezioni (30 giugno) su posto comune e sostegno. La terza è riservata ai docenti che hanno già dato una disponibilità preliminare entro il 15 giugno per la conferma sul sostegno richiesta dalla famiglia dell’alunno con disabilità.

L’algoritmo 2026/27: come assegna e cosa succede se rinunci

La vera novità di quest’anno è il comportamento dell’algoritmo dopo la prima assegnazione. Una volta che il sistema assegna una supplenza sulla base delle preferenze espresse, quell’incarico è definitivo e non si può rifiutare senza conseguenze. Chi rinuncia – o non prende servizio entro il termine – viene escluso da tutte le fasi successive di attribuzione delle supplenze, comprese quelle che scaturiscono da disponibilità sopravvenute. In pratica, se dopo la prima tornata si libera un posto in una scuola che avevi messo tra le preferenze, non verrai più chiamato se in precedenza hai detto di no a un’altra sede. L’algoritmo «torna indietro» solo per i docenti che non sono ancora risultati assegnatari.

C’è un’eccezione: la conferma sul sostegno non dipende dall’ordine delle preferenze e non obbliga a mettere quella scuola in cima alla lista. La disponibilità alla continuità si esprime in una sezione a parte, e se la conferma si perfeziona, il docente esce dall’algoritmo ordinario. Se invece salta, rientra nella graduatoria normale con il proprio punteggio e le preferenze indicate.

Scrivania di ufficio scolastico con computer e documenti per la domanda supplenze 2026, al via dal 16 luglio
La procedura per le 150 preferenze nelle GPS parte il 16 luglio e assegnerà le supplenze per l'anno scolastico 2026/2027.

Come organizzare le 150 preferenze senza rischi

La domanda permette di mescolare preferenze analitiche (singola scuola) e sintetiche (comune, distretto o intera provincia). Attenzione: per le sintetiche, l’assegnazione della sede segue l’ordine alfanumerico crescente del codice meccanografico, non la vicinanza geografica o la reputazione dell’istituto. Per questo conviene analizzare bene le scuole prima di inserire un intero comune, altrimenti si rischia di finire in una sede sgradita senza possibilità di rifiutare.

L’ordine è tutto: il sistema si ferma alla prima preferenza utile che trova, quindi le prime posizioni vanno occupate dalle scuole che si è davvero disposti ad accettare. Riempire tutte e 150 le caselle per “sicurezza” è la strategia sbagliata: meglio una lista più corta ma consapevole. I docenti di ruolo possono presentare domanda solo per posti interi, mentre per le supplenze brevi (fino al termine delle lezioni) è possibile dichiarare la disponibilità a spezzoni e al nuovo posto orario, che accorpa ore su più sedi.

Le nomine partiranno subito dopo la chiusura della finestra, con l’obiettivo di far scattare i contratti già dal 1° settembre. Gli Uffici scolastici hanno 3 giorni lavorativi per avviare le procedure di verifica su titoli e servizi, ma quella è una fase successiva: ora l’unica scadenza che conta è il 29 luglio alle 14:00.

Quello che cambia per i precari è il costo di un errore. Fino all’anno scorso una rinuncia chiudeva le porte solo per quella classe di concorso o tipologia di posto; oggi blocca ogni altro canale di supplenza annuale, interpelli compresi, per l’intero biennio di vigenza delle graduatorie. L’invito implicito del Ministero è chiaro: esprimete solo ciò che accettereste davvero. Per i docenti più strutturati, con punteggi alti, significa poter puntare solo sulle sedi migliori senza paura di restare a mani vuote; per chi è in fondo alla graduatoria, invece, restringere troppo il campo può equivalere a restare fuori dal turno di nomina informatizzato e doversi accontentare delle convocazioni da graduatoria d’istituto. La differenza la farà la qualità della lista, non la sua lunghezza.

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