Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha firmato il 15 settembre 2026 un decreto di riparto da 19 milioni di euro per attivare almeno 700 incarichi temporanei da assistente amministrativo nell'anno scolastico 2026/2027. Le risorse vanno agli Uffici Scolastici Regionali e servono a sostenere le scuole impegnate nel dimensionamento della rete scolastica. Ma il riparto lascia fuori quattro Regioni, e il sindacato contesta la scelta.
19 milioni agli Uffici scolastici regionali: come funziona il riparto
Il decreto assegna 19 milioni di euro aggiuntivi agli Uffici Scolastici Regionali, che li distribuiranno tra le istituzioni scolastiche interessate dal dimensionamento. Gli incarichi sono contratti a tempo determinato fino al 30 giugno, conferiti dopo aver informato le organizzazioni sindacali locali.
Le risorse coprono almeno 700 incarichi da assistente amministrativo. Il numero può crescere: il provvedimento prevede anche collaboratori scolastici e operatori. La base normativa è l'articolo 18, commi 4 e 6, del decreto-legge 19 febbraio 2026, che ha destinato le somme alle Regioni che hanno proceduto autonomamente al dimensionamento.
Quattro Regioni escluse dal riparto
Dal riparto risultano escluse Emilia Romagna, Umbria, Sardegna e Toscana. La FLC CGIL contesta con fermezza l'esclusione, definendola "iniqua e ingiusta": le quattro Regioni, sostiene il sindacato, hanno comunque attuato il dimensionamento per effetto del commissariamento. Escluderle dall'attribuzione di risorse aggiuntive appare, nella lettura del sindacato, una scelta ancora più punitiva.
Le richieste su trasparenza e graduatorie
Durante l'incontro di informativa al Ministero, la FLC CGIL ha chiesto garanzie precise da inserire nel testo. Rivendica un passaggio di informativa con le organizzazioni sindacali a livello regionale prima dell'assegnazione delle risorse alle scuole, e l'utilizzo delle graduatorie d'istituto per il conferimento delle supplenze finanziate. Il Ministero non ha fornito la bozza del decreto.

Sul fronte economico, la FLC CGIL sollecita un confronto sull'uso delle economie derivanti dal dimensionamento: una parte, secondo il sindacato, dovrebbe incrementare l'indennità di direzione dei DSGA, come previsto dalla relazione tecnica allegata alla legge di bilancio.
Cosa cambia per le scuole e per chi cerca un incarico ATA
Il sostegno è mirato: rafforzare la macchina amministrativa degli istituti che, dopo il dimensionamento, gestiscono un carico organizzativo maggiore, a garanzia del diritto allo studio degli studenti.
Considerando i 19 milioni di euro divisi per i 700 incarichi minimi previsti, ogni incarico vale in media circa 27.140 euro. È una stima lorda che non tiene conto della distribuzione territoriale, ma dà la misura della posta in gioco per ogni singolo contratto.
Per chi cerca lavoro come assistente amministrativo la finestra è chiara: contratti a tempo determinato fino al 30 giugno, assegnati dagli Uffici Scolastici Regionali alle scuole interessate. Se le richieste della FLC CGIL saranno accolte, il canale di accesso sarà quello delle graduatorie d'istituto, il riferimento ordinario per il conferimento delle supplenze ATA.
Il nodo vero non è il numero di incarichi, ma il loro orizzonte: contratti che si esauriscono a fine anno scolastico mentre il dimensionamento produce effetti strutturali sugli organici.






