Mentre in quasi tutta Europa i quindicenni perdono terreno nella comprensione della lettura, l'Italia resta sopra la media OCSE e guadagna in scienze. Andreas Schleicher, direttore del settore istruzione dell'OCSE, la definisce "una notevole eccezione"; il ministro Giuseppe Valditara rivendica la solidità del sistema e promette un ulteriore salto con le nuove Indicazioni nazionali.
Pisa 2025: Italia oltre la media in lettura e scienze
In scienze, ambito principale di Pisa 2025, gli studenti italiani raggiungono 483 punti contro una media OCSE di 482. In lettura il margine è più netto: 474 punti contro 461. Sono i due dati che spiegano perché l'Italia si distingue in un rapporto segnato da un arretramento generalizzato delle competenze.
Il confronto tra le due materie dice qualcosa in più. In scienze l'Italia supera la media OCSE di un solo punto; in lettura il vantaggio sale a 13 punti, oltre dieci volte tanto. È nella comprensione dei testi che la scuola italiana mostra il margine più solido, superando per la prima volta la media Ocse.
Le ragioni dell'eccezione italiana
"L'Italia rappresenta una notevole eccezione rispetto al resto d'Europa", ha detto Schleicher in un'intervista a Italia Oggi. Il direttore dell'istruzione OCSE individua tre fattori combinati: una maggiore serietà didattica, più coerenza nell'insegnamento e una diagnostica di qualità tramite le prove INVALSI, che permettono alle scuole di capire subito dove intervenire.
A queste si aggiunge Agenda Sud, la misura con risorse mirate alle aree più fragili che ha contribuito a ridurre il divario tra Nord e Mezzogiorno. Il risultato più vistoso riguarda il pensiero critico: in Italia il 63% degli studenti verifica le notizie prima di ritenerle vere, contro il 46% della media OCSE; solo il 28% si fida del "buon senso" contro i dati, contro il 43% degli studenti degli altri Paesi.

Perché il resto d'Europa arretra: schermi, IA e poca lettura
Il calo europeo non è un'eredità del Covid. La lettura per piacere era già in declino dieci anni fa, spinta dai social media e dall'abitudine a scorrere notizie brevi. Nei Paesi OCSE gli studenti passano quasi 3 ore al giorno davanti agli schermi tra lezioni e pause; oltre quella soglia la concentrazione cede e i voti peggiorano.
Sull'intelligenza artificiale, usata ogni giorno da un ragazzo su cinque, Schleicher usa un'immagine efficace: "Non ci rimettiamo in forma guardando lo sport, ma facendo sport". Tradotto: se l'IA fornisce soluzioni pronte senza spingere ad approfondire, la mente smette di allenarsi.
Valditara: nuove Indicazioni nazionali e più sostegno psicologico
Il ministro dell'Istruzione e del Merito parla di un "sistema solido" e respinge il cosiddetto "ultimismo": "la scuola italiana è una scuola che in un contesto molto difficile ha saputo reggere molto bene e ora è ben oltre la media della classifica Ocse". Da quest'anno cambiano le linee guida di primaria e secondaria di primo grado, con attenzione a sintassi, grammatica, calligrafia, poesia a memoria e riassunti, oltre alla "rivoluzione della matematica" e alla storia.
Sul fronte del benessere, l'anno scolastico 2026/27 introduce il sostegno psicologico per gli studenti di terza media e dei primi due anni dei licei. "Non ci accontentiamo di quei risultati", aggiunge Valditara, "perché vogliamo migliorarli sensibilmente".
Cosa dicono davvero i numeri
Il vantaggio italiano poggia più sulla lettura che sulle scienze, e la forbice del pensiero critico lo conferma: 63% contro 46% significa 17 punti percentuali in più di studenti che verificano le fonti. Il ritorno alla carta rivendicato dal ministero non è un dato Pisa, ma i risultati lo assecondano: gli studenti con i risultati migliori sono quelli che leggono libri di carta di oltre 100 pagine. La vera partita per l'Italia non è difendere il margine di 13 punti in lettura, ma allargarlo mentre l'IA entra nelle aule.





