Maturità 2026, 43 rinunce in Emilia-Romagna: compensi fermi al 2007

Su 186 commissari previsti in Emilia-Romagna, 43 hanno rinunciato all'incarico per la Maturità 2026 — il 23% del totale, calcolato sui dati ufficiali — a cui si aggiungono 7 presidenti di commissione sostituiti. L'emergenza organizzativa si abbatte su oltre 37.000 studenti chiamati alla prima prova il 18 giugno, mentre l'Ufficio scolastico regionale corre ai ripari in una staffetta senza fine: non appena si trova un sostituto, arriva una nuova rinuncia. Il segnale è chiaro: l'incarico di commissario pesa ogni anno di più, ma vale ancora quanto valeva nel 2007.

Un effetto domino che paralizza le commissioni

La situazione più critica si è registrata in un liceo di Bologna: alla vigilia degli esami mancavano tre commissari esterni su quattro per la commissione di latino. Non i soli titolari — anche i sostituti già individuati avevano dato forfait. La vicepreside dell'istituto ha commentato: «Così immediatamente non mi era mai capitato che a un commissario sostituito dovesse subito subentrarne un altro. Manca un commissario di Scienze umane. Per l'orale non se ne può fare a meno».

Situazione analoga in un secondo istituto, dove uno dei sostituti nominati ha a sua volta rinunciato all'ultimo momento.

Maturità 2026 – commissari: 43 rinunce in Emilia Romagna, compensi bloccati da anni
Foglio d'esame e matita su un banco di classe, in primo piano. Foto di Andy Barbour su Pexels

Compensi ancorati al 2007 mentre le responsabilità crescono

I parametri economici riconosciuti ai commissari risalgono al 2007 e non sono stati aggiornati da allora. Nel frattempo, la riforma 2026 ha ridotto il numero di componenti per commissione, concentrando su meno persone riunioni, correzioni, verbalizzazioni e adempimenti amministrativi che si estendono per diverse settimane. L'articolo di Diego Palma pubblicato da Tecnica della Scuola evidenzia come questo squilibrio rischi di rendere «sempre più difficile reperire disponibilità per ruoli particolarmente impegnativi, soprattutto nelle sedi più disagiate».

A fare da contrappunto alle difficoltà operative, l'Ufficio scolastico regionale ha inviato agli studenti una lettera che accosta Cesare Cremonini a Platone, citando l'incipit di Buon viaggio: «Coraggio, lasciare tutto indietro e andare / Partire per ricominciare». Un messaggio istituzionale distante dal clima vissuto in questi giorni nelle commissioni.

Se la riforma 2026 punta a modernizzare l'esame di Stato, dovrà prima risolvere un paradosso elementare: chiedere più lavoro agli stessi docenti, pagandoli come quasi vent'anni fa.

Fonti

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