Immissioni in ruolo ATA 2026/2027: 12.284 posti, ma i numeri dei profili sono un rompicapo

Il DM 166 del 7 agosto autorizza 12.284 assunzioni a tempo indeterminato per il personale ATA, in crescita del 18,7% rispetto alle 10.348 dell’anno scorso. Ma le tabelle di ripartizione diffuse da fonti diverse raccontano due storie opposte su quanti collaboratori, cuochi e infermieri entreranno davvero in ruolo. E per i funzionari EQ il contingente effettivo si riduce a 326 posti, ben al di sotto delle attese.

Funzionari EQ: 388 autorizzati, 326 effettivi, priorità alla procedura valutativa

Per l’Area dei funzionari e dell’elevata qualificazione (ex DSGA) il decreto stanzia 388 posti, ma secondo quanto riporta Tecnica della Scuola le assunzioni reali si fermeranno a 326. La ripartizione assegna 270 posti ai vincitori della procedura valutativa di progressione (DD 1897/2024) e 118 al concorso ordinario (DD 3122/2024), con l’obbligo di dare precedenza agli idonei della valutativa e il divieto assoluto di compensare questi posti con altri profili ATA. La decorrenza giuridica è fissata al 1° settembre 2026, quella economica dalla presa di servizio.

Assistenti, collaboratori e profili minori: le due versioni a confronto

Sugli altri 11.896 posti le cifre ballano. Orizzonte Scuola, che cita il testo del decreto, indica 8.379 collaboratori scolastici, 17 operatori agrari, 36 guardarobieri, 2 cuochi e 3 infermieri. Tecnica della Scuola parla invece di 21.378 collaboratori, 7 operatori, 23 guardarobieri, 23 cuochi e 17 infermieri. Una distanza che non è un dettaglio: per chi aspira a un profilo minore, sapere se i posti disponibili sono 2 o 23 fa la differenza tra speranza e rassegnazione.

ProfiloOrizzonte ScuolaTecnica della Scuola
Assistenti amministrativi2.6232.623
Assistenti tecnici824824
Collaboratori scolastici8.37921.378
Operatori servizi agrari177
Guardarobieri3623
Cuochi223
Infermieri317

Le due fonti mostrano incongruenze: la colonna “Tecnica della Scuola” è aritmeticamente incompatibile con il contingente annunciato – i 21.378 collaboratori da soli superano il totale di 11.896 posti – lasciando supporre un refuso o una confusione tra disponibilità e assunzioni effettive. Inoltre, la colonna “Orizzonte Scuola” somma a 11.884 unità, non a 11.896, segno che nessuno dei due elenchi risulta del tutto coerente con i totali ufficiali.

Scrivania di un ufficio scolastico con i simboli del personale ATA: mestolo, kit di primo soccorso e chiavi, luce naturale
I 12.284 posti per il personale ATA nascondono una ripartizione per profili ancora da chiarire.

I prospetti provinciali allegati al decreto escludono cuochi, infermieri e guardarobieri: per questi profili ogni Ufficio scolastico regionale distribuirà le assunzioni sul territorio, con il vincolo di garantire almeno un posto in ciascuna regione dove esistono disponibilità.

Domanda su Polis e compensazioni: come si entra in ruolo

Le funzioni SIDI sono già attive e gli aspiranti devono presentare domanda tramite Istanze On Line (POLIS). Chi non la invia nei termini viene considerato assente e riceve una sede d’ufficio. Per i profili diversi dai funzionari, gli USR possono disporre compensazioni tra profili della stessa area, a patto che ci siano posti vacanti, graduatorie capienti e nessun esubero. L’obiettivo dichiarato è saturare il contingente e non sprecare neppure un posto, specialmente per i profili a bassa diffusione territoriale.

Cosa cambia per i precari: più posti ma meno DSGA, e l’incognita dei profili minori

Il piano 2026/2027 sposta il baricentro delle assunzioni: i DSGA crollano da 824 a 388 (-52,9%), mentre il resto del personale ATA sale da 9.524 a 11.896 unità (+25%). È un segnale chiaro: l’amministrazione punta a rinforzare la platea di collaboratori e assistenti, ma riduce l’accesso alla qualifica più ambita. Chi è in graduatoria per cuoco, infermiere o guardarobiere farà bene a seguire le disposizioni del proprio USR: la gestione provinciale flessibile potrebbe riservare sorprese, in un senso o nell’altro.

Il vero nodo resta la discordanza sui numeri: finché il Ministero non chiarirà la ripartizione esatta, migliaia di precari restano in attesa di sapere su quanti posti possono davvero contare.

Fonti

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