Immissioni in ruolo 2026: oltre 44mila posti, ma lo scarto storico preoccupa

Due numeri, un’incertezza. Il Ministero dell’Istruzione ha trasmesso al Mef la richiesta per 44.642 immissioni in ruolo, ma la FLC CGIL calcola 46.826 posti vacanti dopo la mobilità. La distanza tra le due cifre non è solo contabile: riapre il tema dello scarto con cui ogni anno il Mef ridimensiona le richieste. Nella stagione 2025/26 il taglio fu dell’8,3% — da 52.885 posti a 48.504 autorizzati — e applicando la stessa percentuale ai 46.826 di quest’anno la proiezione scende a circa 42.900 assunzioni effettive. Con il decreto atteso in Consiglio dei ministri e quasi un quarto dei posti concentrato su sostegno, la partita delle immissioni 2026/27 si gioca su un crinale sottile.

Quanti posti sono davvero in palio: la forbice 44.642 – 46.826

Il dato di 44.642 arriva dal Sole 24 Ore e riflette la richiesta ufficiale inviata a Mef e Funzione pubblica sui posti vacanti al termine della mobilità. Le proiezioni sindacali sono più alte: la FLC CGIL stima 46.826 disponibilità, altre sigle parlano di circa 45‑47mila. Non c’è contraddizione — il primo numero è già filtrato dagli accantonamenti per il concorso PNRR3, il secondo rappresenta il totale teorico dei vuoti d’organico. Giuseppe Semeraro, esperto di normativa scolastica, parla di «quasi 47.000 posti vacanti al netto della mobilità» e si dice convinto che «il contingente dovrebbe arrivare entro questa settimana».

La forbice conta perché il Mef autorizza sempre meno di quanto richiesto. L’anno scorso lo scarto fu di 4.381 cattedre: quest’anno, se la proporzione regge, il taglio potrebbe superare le 3.900 unità, riportando le assunzioni sotto la soglia psicologica delle 43mila. Su un bacino in cui oltre 11mila posti – quasi un quarto del totale – sono sul sostegno, ogni punto percentuale di riduzione si traduce in classi di concorso che restano scoperte proprio dove le carenze sono croniche.

Il cronoprogramma e le tre tappe da non mancare

Con il via libera del Mef tutto si metterà in moto in pochi giorni. Le tappe sono già fissate:

Immissioni in ruolo docenti 2026/2027, contingente oltre 44mila posti
Un docente interagisce con uno studente durante una lezione universitaria. Foto di Eduard Perez su Pexels
  • Entro il 30 luglio: chiusura della fase ordinaria e assegnazione delle sedi per le immissioni su posto comune, compresi i contratti a tempo determinato finalizzati al ruolo per i vincitori di concorso non abilitati.
  • Dal 31 luglio al 13 agosto: assegnazione delle sedi, all’interno della provincia di iscrizione, per i candidati della prima fascia GPS sostegno.
  • Dal 14 al 18 agosto: presentazione dell’istanza per la minicall veloce interprovinciale sul sostegno, con assegnazione di provincia e sede da chiudere entro il 21 agosto.

La presa di servizio resta fissata al 1° settembre in ogni caso. Semeraro ricorda che «entro il 30 luglio le operazioni di immissione in ruolo da GaE e concorsi devono necessariamente concludersi, perché da qui a fine agosto il cronoprogramma è particolarmente fitto».

L’intreccio esplosivo con supplenze e assegnazioni provvisorie

Il vero elemento di tensione è la sovrapposizione delle procedure. Tra il 16 e il 29 luglio (ore 14) i docenti in GPS e GaE devono compilare sul portale POLIS la domanda con le 150 preferenze per le supplenze annuali. Nella stessa finestra si svolgono le immissioni in ruolo da GaE e concorsi, mentre il contratto integrativo sulle assegnazioni provvisorie non è ancora stato firmato e la nota operativa del Ministero non è stata pubblicata.

«Sta accadendo esattamente quello che non volevamo», sintetizza Semeraro. «Il CCNI sulle assegnazioni provvisorie è ancora sul tavolo del Ministero e le organizzazioni sindacali non hanno ancora contezza dei tempi. Si stanno quindi accavallando diverse procedure». Il risultato è che un docente in graduatoria deve gestire tre pratiche parallele, con scadenze ravvicinate e senza certezza su quale strada si concretizzerà per primo.

La concentrazione delle procedure non è un dettaglio tecnico: per chi attende un ruolo, sbagliare una finestra o trascurare una notifica può significare una rinuncia involontaria. Ed è proprio questa compressione, unita all’incognita del contingente definitivo, a rendere luglio 2026 uno dei mesi più caldi degli ultimi anni per la scuola italiana.

Fonti

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