Contratto scuola: scontro su burnout e buoni pasto, la normativa slitta a settembre

Gli aumenti in busta paga per docenti e ATA sono blindati: da 23 agosto arriveranno 143 euro lordi al mese per i docenti e 107 euro per il personale ATA, con arretrati rispettivamente di 855 e 633 euro. Ma proprio mentre gli stipendi si sbloccano, il rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 si arena sulla parte normativa. Nell’incontro di ieri, 22 luglio, all’ARAN è andata in scena una fumata nera su temi chiave come il riconoscimento del burnout e l’introduzione dei buoni pasto, con i sindacati che minacciano di non firmare il contratto integrativo. Il negoziato riprenderà soltanto a settembre, mentre la premier Meloni rivendica i numeri record dei rinnovi nella PA.

Burnout, la richiesta condivisa che l’ARAN non recepisce appieno

La bozza aggiornata dell’Agenzia introduce tre nuovi articoli sull’intelligenza artificiale e rafforza il ruolo dell’Organismo Paritetico per l’Innovazione, estendendone le competenze alla prevenzione del burnout. Un’apertura parziale, che però non soddisfa i sindacati. «Si tratta di una grave mancanza – ha attaccato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché chi non vuole inserire il burnout come materia di contrattazione, di fatto disconosce il lavoro del personale della scuola e i suoi rischi sulla salute, soprattutto dopo i 60 anni di età».

Sulla stessa linea la Flc Cgil, che ha chiesto di contrastare il disagio lavorativo e il burnout, ma giudica il testo «ancora distante dalla piattaforma rivendicativa». Anief e Flc Cgil convergono nell’inserire la tutela della salute tra le materie contrattuali, mentre la Cisl Scuola ha sollecitato un rafforzamento delle relazioni sindacali a tutti i livelli.

Buoni pasto e mobilità: Anief pronta a non firmare

Il fronte più caldo è quello dei buoni pasto, richiesti da Anief e appoggiati anche dalla Uil Scuola. Stefano Cavallini, segretario generale Anief, ha avvertito: «Abbiamo firmato tre contratti ma siamo anche pronti a non firmare l’accordo se continua il silenzio-rigetto sulle richieste relative a buoni pasto, mobilità, relazioni sindacali, parità di trattamento, formazione incentivata». Il sindacato chiede che almeno si apra un confronto serio, altrimenti si andrà allo strappo.

Aula scolastica italiana luminosa con pianta verde sulla scrivania e luce pomeridiana, trattativa contratto scuola ferma a luglio
Il rinnovo del contratto scuola si arena su burnout e buoni pasto, con la parte normativa rinviata a settembre dopo la fumata nera all'ARAN.

Anche il segretario generale Uil Scuola, D’Aprile, ha definito «un furto» il mancato recupero dell’anno 2013 e ha ricordato i 20 milioni di euro destinati a incrementare le buste paga di ATA e DSGA, giudicati ancora insufficienti. La Cisl Scuola ha puntato sulla mobilità territoriale annuale e sulla formazione incentivata, mentre la Gilda ha ribadito la necessità di un fondo perequativo per colmare il gap con gli altri comparti della PA.

Meloni rivendica 20 rinnovi in 4 anni: «È rispetto»

Sul fronte governativo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scelto proprio il 23 luglio per rivendicare i numeri dei rinnovi contrattuali nella pubblica amministrazione. «Dietro le parole “pubblico impiego” ci sono persone precise: l’infermiere del turno di notte, la maestra di tuo figlio, l’impiegato allo sportello», ha scritto in un post. «Abbiamo cambiato registro: venti rinnovi contrattuali firmati solo in ARAN – in totale 48 compresi gli accordi – in quattro anni, con tempi di rinnovo medi passati da venti a sei mesi. Non è un dettaglio tecnico. È rispetto».

La dichiarazione arriva mentre il tavolo scuola è ancora aperto e le distanze tra parte pubblica e sigle sindacali restano marcate. I numeri sbandierati da Meloni riguardano l’intera PA, ma proprio il comparto dell’istruzione, con i suoi oltre un milione di lavoratori, mostra come la rapidità dei rinnovi non abbia ancora prodotto miglioramenti normativi concreti su salute, benefit e mobilità.

Il negoziato riprende a settembre, ma la chiusura entro il 2026 è incerta

L’ARAN ha annunciato che esaminerà ulteriori proposte sindacali compatibili con il quadro normativo e prive di nuovi oneri finanziari. Nuovi tavoli tecnici dedicati a docenti e ATA sono in programma da settembre. D’Aprile (Uil) ha dichiarato: «Credo che entro la fine dell’anno 2026 ci sarà tempo per migliorare la parte normativa del contratto».

L’esito finale, però, dipenderà dalla capacità di sciogliere i nodi più divisivi. La minaccia di non firmare di Anief e le critiche della Flc Cgil indicano che la strada verso un’intesa condivisa è ancora in salita. Con la parte economica già chiusa, il vero banco di prova per il governo e l’ARAN sarà riuscire a portare a casa un testo normativo che accontenti le richieste sindacali senza nuovi esborsi: un equilibrio che, al momento, appare lontano.

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